Veneto Banca

aggiornamento 15 dicembre 2018

VENETO BANCA, Consoli, Trinca & C.

Non è ancora ripartito il processo penale avanti al GUP del Tribunale di Treviso, dopo la decisione di incompetenza del GUP di Roma, per i reati di ostacolo alla vigilanza ed aggiotaggio a carico di Trinca, Consoli ed altri. Ritengo che il processo ripartirà con molta probabilità con l’anno nuovo (presumibilmente marzo/aprile 2019).

Nel frattempo, nei giorni scorsi la Corte d’Appello di Venezia ha accolto la richiesta dei legali dell’ex amministratore delegato Vincenzo Consoli, l’unico che ha impugnato la Sentenza del 27 giugno 2018 con la quale – come è noto – il Tribunale di Treviso ha dichiarato lo stato di insolvenza di Veneto Banca, disponendo un supplemento di perizia per dimostrare che l’insolvenza non sussisteva.

E’ stato infatti nominato quale consulente il Prof. Lorenzo Caprio, docente dell’Università Cattolica di Milano, che assumerà l’incarico nella prossima udienza fissata avanti la Corte d’Appello di Venezia per il giorno 18.12.2018. Egli sarà chiamato ad accertare se Veneto Banca, al momento della messa in liquidazione, il 25 giugno 2017, era insolvente come ha affermato con la sentenza di primo grado il tribunale fallimentare trevigiano, o se non lo era, come invece sostiene la difesa di Consoli, secondo cui gli 1,6 miliardi di patrimonio netto erano sufficienti, anche in un’ottica liquidatoria, a fra fronte ai creditori. Al Prof. Caprio sarà quindi affidato il compito di rifare i conti e di “determinare l’ammontare delle passività e dell’attivo di Veneto Banca alla data del 25 giugno 2017”, questo il quesito disposto dalla corte veneziana.

Duro colpo di scena per i Soci Risparmiatori e per la Procura della Repubblica di Treviso, che rallenta di fatto l’indagine già avviata per bancarotta per distrazione nei confronti di tutti gli ex amministratori e consigli di amministrazione dell’era post Consoli fino al crac di Veneto Banca, ovverosia fino alla messa in liquidazione coatta amministrativa dichiarata appunto il 25.06.2017.


aggiornamento 1° dicembre 2018

VENETO BANCA, Consoli, Trinca & C.
Non è ancora ripartito il processo penale avanti al GUP del Tribunale di Treviso, dopo la decisione di incompetenza del GUP di Roma, per i reati di ostacolo alla vigilanza ed aggiotaggio a carico di Trinca, Consoli ed altri.
Ritengo che il processo ripartirà con molta probabilità con l’anno nuovo (presumibilmente marzo/aprile 2019), anche in ragione del fatto che in questi giorni la Corte d’Appello di Venezia è impegnata a decidere sul ricorso presentato dall’ex amministratore delegato Vicenzo Consoli contro la Sentenza del 27 giugno 2018 con la quale – come è noto - il Tribunale di Treviso ha dichiarato lo stato di insolvenza di Veneto Banca.
All’udienza scorsa del 18 ottobre 2018, infatti la difesa di Consoli aveva chiesto alla Corte d’Appello di acquisire alcuni dati da Banca d’Italia, dati che dovevano essere forniti entro l’udienza del 22.11.2018, al fine di disporre come richiesto da Consoli un supplemento di perizia per dimostrare che l’insolvenza non sussisteva. Sul punto la Corte d’Appello di Venezia si dovrebbe pronunciare la settimana prima di Natale, se disporre il supplemento di perizia oppure confermare la sentenza trevigiana di stato di insolvenza.
Nel frattempo, la Procura della Repubblica di Treviso ha già avviato un’indagine per bancarotta per distrazione, in termini tecnici la bancarotta fraudolenta patrimoniale si ha quando l’imprenditore, gli amministratori, il direttore generale, i sindaci, ecc. prima del fallimento o prima della liquidazione coatta amministrativa, distraggono, occultano, dissimulano, distruggono o dissipano in tutto o in parte i beni dell’imprenditore o della società e/o espongono o riconoscono passività inesistenti per recare pregiudizio ai creditori.
La contestazione dei nuovi reati fallimentari per bancarotta allungherà senz’altro i termini di prescrizione, che sono di almeno 10 anni decorrenti dalla dichiarazione di stato di insolvenza.
Presumo che tale secondo e nuovo filone accusatorio, che vede potenzialmente coinvolti tutti gli ex amministratori e consigli di amministrazione dell’era post Consoli fino al crac di Veneto Banca, ovverosia fino alla messa in liquidazione coatta amministrativa dichiarata il 25.06.2017, sfocerà in una richiesta di rinvio a giudizio presumibilmente per la primavera del 2019.


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