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Dichiarato lo stato di insolvenza di VENETO BANCA

 

Il Tribunale di Treviso con Sentenza del 27 giugno 2018 ha dichiarato lo stato di insolvenza di Veneto Banca, sentenza che arriva guarda caso dopo un anno dal Decreto Legge 99/2017 che ha posto in liquidazione coatta amministrativa l’istituto di credito trevigiano, e che fa respirare i Risparmiatori truffati, dopo la dichiarazione di incompetenza del GUP romano nel noto processo penale contro Trinca, Consoli & C. incardinato inizialmente a Roma e che ora riprenderà (spero presto) avanti al GUP di Treviso.

La notizia porta finalmente una nuova speranza ai Risparmiatori, sia perché apre la strada ai reati fallimentari di bancarotta, sia perché nel mirino degli indagati non ci saranno solo i soliti Trinca, Consoli & C. – già a processo per aggiotaggio ed ostacolo alla vigilanza – bensì tutti gli amministratori e consigli di amministrazione dell’era post Consoli fino al crac di Veneto Banca, ovverosia fino alla messa in liquidazione coatta amministrativa dichiarata il 25.06.2017.

La Procura della Repubblica di Treviso ha infatti subito avviato un’indagine per bancarotta per distrazione, in termini tecnici la bancarotta fraudolenta patrimoniale si ha quando l’imprenditore, gli amministratori, il direttore generale, i sindaci, ecc. prima del fallimento o prima della liquidazione coatta amministrativa, distraggono, occultano, dissimulano, distruggono o dissipano in tutto o in parte i beni dell’imprenditore o della società e/o espongono o riconoscono passività inesistenti per recare pregiudizio ai creditori.

La contestazione dei nuovi reati fallimentari per bancarotta allungherà senz’altro i termini di prescrizione, che sono di almeno 10 anni decorrenti dalla dichiarazione di stato di insolvenza.

La Sentenza è stata redatta dal presidente dott. Antonello Fabbro, il collegio era composto dalla dott.ssa Francesca Vortali e dalla dott.ssa Petra Uliana. Nel documento di 18 pagine viene ricostruita l’intera vicenda e dimostrato come, con la liquidazione coatta, Veneto Banca non si sia più trovata nelle condizioni di far fronte ai propri impegni, laddove uno scenario già compromesso apriva una prospettiva disastrosa.

Nel febbraio 2017 Veneto Banca aveva infatti presentato un piano di ristrutturazione quinquennale alla BCE, attraverso il Piano Tiepolo di fusione. Il fabbisogno era di 4,7 miliardi di euro, ma era risultato impossibile soddisfarlo con risorse private. Così il 17 marzo 2017 Veneto Banca aveva presentato istanza di ricapitalizzazione precauzionale e “l’accesso alla garanzia dello Stato su nuove emissioni obbligazionarie”. La BCE aveva però bocciato il piano e dichiarato la banca “prossima al dissesto”, aprendo la strada alla liquidazione coatta amministrativa. Il Governo il 25 giugno 2017 aveva approvato – come è noto – il Decreto Legge n. 99 che disciplinava tale procedura per Veneto Banca (ed anche per Banca Popolare di Vicenza), subito dopo la Banca d’Italia aveva proposto al Ministero dell’Economia e Finanze (MEF) l’adozione di misure per la cessione a Intesa SanPaolo, integrata da interventi di sostegno della finanza pubblica. Il 19 luglio 2017 la Bce aveva definitivamente revocato l’autorizzazione bancaria.

I Giudici fallimentari notano che “al 25 giugno 2017 il patrimonio netto contabile di Veneto Banca era risultato pari a circa 1,7 miliardi di euro. E lo sbilancio della cessione delle attività e passività all’Istituto San Paolo dava un risultato negativo di circa 2,3 miliardi di euro”. Ma aggiungono – si legge nella sentenza – che “le vicende che precedono la messa in liquidazione coatta amministrativa pongono in luce la situazione insostenibile in cui si era venuta a trovare Veneto Banca”. Per quali ragioni? “La banca aveva ripetutamente violato (a partire dal 2014) i requisiti patrimoniali di vigilanza e, nonostante il tempo concesso dalla Bce, non era stata in grado di offrire soluzioni credibili per il futuro”.

I Giudici indicano uno spartiacque nella data del 23 giugno 2017, precisando che prima della liquidazione coatta “Veneto Banca non era in grado di continuare a svolgere la propria attività creditizia senza sostegno dello Stato”, ma la situazione presentava “indubbi margini di incertezza quanto al requisito dell’insolvenza”, ed infatti la passività complessiva è stata calcolata in 538,6 milioni di euro e quindi con una evidentissima e rilevante mancanza di liquidità da destinare alla soddisfazione dei creditori chirografari.

La Sentenza rilancia la possibilità che a trovarsi coinvolti nelle inchieste possano essere anche amministratori successivi alla gestione di Flavio Trinca (presidente) e Vincenzo Consoli (amministratore delegato), in particolare per chi abbia permesso la vendita di azioni “baciate” e per chi abbia erogato finanziamenti agevolati al fine di evitare disinvestimenti da parte di soci intenzionati a vendere i titoli, o prestiti agevolati agli “amici” senza troppe garanzie.

Vi ricordo che già tempo fa, lo scrivente aveva presentato un esposto alla Procura della Repubblica all’indomani delle numerose notizie apparse sulla stampa, dalle quali emergeva che, prima della liquidazione coatta, vi erano stati numerosi prestiti e finanziamenti “anomali” quasi a voler distrarre e svuotare il patrimonio bancario prima del crac (all.1).

Quell’esposto ha dato i suoi frutti, ed ora finalmente si apre una nuova speranza di poter ottenere un risarcimento, senza paura per la prescrizione e soprattutto senza temere che i soggetti colpevoli non abbiano risorse per far fronte ai risarcimenti. Vi ricordo che il reato di bancarotta prevede pene detentive anche fino a 10 anni di reclusione.

Come sempre sarà mia cura tenerVi costantemente aggiornati sugli ulteriori sviluppi, ma già da ora Vi invito a contattarmi per iniziare a predisporre per tempo i vari atti di costituzione di parte civile nell’instaurando procedimento penale per bancarotta, per il quale mi auspico venga fissata il prima possibile l’udienza di rinvio a giudizio.

Cordiali saluti.
Avv. Pietro Guidotto




Aggiornamento processo penale contro gli ex vertici di BANCA POPOLARE DI VICENZA, Zonin & C.

 

Resoconto udienza del 16.06.2018

All’udienza di sabato 16.06.2018 il GUP del Tribunale di Vicenza ha sospeso il processo fino al prossimo 29 settembre 2018.

Secondo il calendario l’udienza di sabato scorso era destinata all’arringa difensiva di Zonin, che avrebbe dovuto essere – secondo le anticipazioni dei suoi difensori – di circa 8 ore.

Tuttavia siffatta udienza non si è tenuta, in quanto nelle settimane antecedenti le difese degli imputati (soprattutto quella di Zonin) hanno depositato ricorso per Cassazione relativo alla questione del legittimo sospetto: si sostiene che il clima complessivo a Vicenza non sia tale da consentire agli imputati una valida difesa, per il “legittimo sospetto” che in terra berica non ci sia la serenità ambientale necessaria.

Orbene la questione è ora rimessa alla Corte di Cassazione che deciderà il prossimo 14 settembre 2018: se la Corte riterrà fondata l’eccezione di “incompatibilità ambientale” il processo verrà trasferito a Trento, se invece rigetterà il ricorso, si proseguirà il 29.09.2018 avanti al GUP vicentino.

Chiaramente la notizia non porta gioia agli Associati/Risparmiatori costituiti parte civile, che dovranno attendere ancora tre mesi per capire l’esito del processo e soprattutto per sapere quando si aprirà la fase dibattimentale. Unica nota positiva, il GUP Venditti, nel sospendere il processo in corso in attesa della decisione della Cassazione, ha disposto al contempo la sospensione della prescrizione: almeno questi tre mesi di attesa non gioveranno agli imputati.

 

Aggiornamento FONDO DI RISTORO VITTIME DI REATI FINANZIARI

 

I famosi decreti attuativi che avrebbero dovuto essere emanati ancora a Marzo 2018, ad oggi non sono stati ancora pubblicati, quindi non è ancora possibile attivare la procedura di rimborso tramite l’Arbitrato ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione).

Ricordo che per poter accedere al FONDO DI RISTORO VITTIME REATI FINANZIARI è necessario dimostrare di essere vittima di “misselling” ovvero di vendita fraudolenta, in quanto il Fondo in argomento individua i soggetti che possono ottenere il "ristoro" in coloro che siano stati vittime, "... in ragione della violazione degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza previsti dal testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, nella prestazione dei servizi e delle attività di investimento relativi alla sottoscrizione e al collocamento di strumenti finanziari emessi da banche aventi sede legale in Italia sottoposte ad azione di risoluzione ai sensi del decreto legislativo n. 180 del 2015 o comunque poste in liquidazione coatta amministrativa, dopo il 16 novembre 2015 e prima della data di entrata in vigore della presente legge".

E' chiaro che si tratta della fattispecie di vendita di azioni e/o obbligazioni senza informare dei rischi, dell'effettivo valore delle azioni, della illiquidità etc., in buona sostanza per poter accedere al Fondo sarà quindi necessario dimostrare prima, attraverso il Ricorso all’Arbitrato oppure attraverso una Sentenza del Giudice, di essere stati vittima di “misselling” ovvero di vendita fraudolenta.

Ritengo che la Sentenza ottenuta in sede penale, per i Risparmiatori costituiti parte civile, possa essere un valido equipollente per avere accesso diretto al Fondo ed accelerare la procedura di Arbitrato ANAC.

Ciononostante, per il momento non ci resta che attendere l’emanazione dei necessari decreti attuativi.

 

Aggiornamento processo penale contro gli ex vertici di VENETO BANCA, Consoli, Trinca & C.

 

Non è ancora ripartito il processo penale avanti al GUP del Tribunale di Treviso, dopo la decisione di incompetenza del GUP di Roma.

Ritengo che il processo ripartirà verosimilmente dopo l’estate, anche in ragione del fatto che in questi mesi il Tribunale trevigiano è investito della declaratoria dello stato di insolvenza di Veneto Banca.

All’ultima udienza del 19.04.2018, infatti, il Tribunale fallimentare ha disposto una perizia per capire se alla data della messa in liquidazione coatta amministrativa (25.06.2017), Veneto Banca era in grado di adempiere alle proprie obbligazioni con mezzi ordinari: se così non fosse verrà di certo dichiarato lo stato di insolvenza, come richiesto dal PM Dott. De Bortoli, che aprirà la strada a nuovi scenari di responsabilità per i reati di bancarotta, scongiurando lo spettro della prescrizione che, dopo l’incompetenza del GUP romano, si fa sempre più vicina.

 

In attesa di ulteriori sviluppi ed aggiornamenti, porgo cordiali saluti.
Avv. Pietro Guidotto





Aggiornamento processo penale contro gli ex vertici di BANCA POPOLARE DI VICENZA, Zonin & C.

Resoconto udienza del 12.05.2018

Sabato 12.05.2018 si sono tenute le due udienze preliminari dei due processi contro gli ex vertici di Banca Popolare di Vicenza, Zonin & C., relativi al primo e secondo filone.

Quanto al secondo filone, il GUP di Vicenza ha ammesso le costituzioni di parte civile per i nuovi ed ulteriori reati di ostacolo alla vigilanza, escludendo solamente coloro i quali avevano accettato a suo tempo l’Offerta Pubblica di Transazione (OPT).

Ha ammesso poi la chiamata quale responsabile civile di Banca Popolare di Vicenza s.p.a. in Liquidazione Coatta Amministrativa, rigettando tutte le altre richieste, ivi compresa quella da me formulata contro Banca Intesa San Paolo s.p.a.

In buona sostanza, il Giudice ha ricalcato il medesimo orientamento ed ha emesso gli stessi provvedimenti già presi nel primo filone del processo penale.

Essendo già presente la Banca Popolare di Vicenza in LCA, quest’ultima ha depositato comparsa di intervento volontario nel secondo filone del processo penale, pertanto anche in tale procedimento, in caso di condanna degli imputati, la Banca Popolare sarà chiamata in solido a risarcire tutti i danni arrecati ai Risparmiatori.

Infine, il GUP ha disposto la riunione dei due filoni del processo, di talché oggi vi è un unico procedimento penale contro Zonin & C.

La prossima udienza è fissata per sabato 19.05.2018, nel corso della quale verranno trattate le ultime due eccezioni formulate dalle difese degli imputati: ovverosia l’incompetenza territoriale del Tribunale di Vicenza a favore di altri Tribunali fra cui Milano e/o Roma, e l’eccezione relativa alla nullità della citazione a giudizio.

Qualora il GUP ritenga di rigettare siffatte eccezioni, inizierà finalmente la discussione vera e propria del procedimento penale ora riunito, in modo da passare in breve tempo alla fase del dibattimento.

Cordiali saluti.

- Avv. Pietro Guidotto




Aggiornamento processo penale contro gli ex vertici di BANCA POPOLARE DI VICENZA, Zonin & C.

Resoconto udienza del 21.04.2018

Sabato 21.04.2018 si sono tenute le due udienze dei due processi contro gli ex vertici di Banca Popolare di Vicenza, Zonin & Co.

In particolare vi è stata la prima udienza preliminare relativa al secondo rinvio a giudizio per nuovi ed ulteriori reati di ostacolo alla vigilanza perpetrati nei confronti di Banca d’Italia, Consob e Banca Centrale Europea, nonché vi è stata la prosecuzione del primo processo (quello iniziato a dicembre 2017) relativo ai reati di aggiotaggio e di ostacolo alla vigilanza (c.d. primo filone).

Orbene, Vi comunico che sabato scorso il Giudice ha accolto le costituzioni di parte civile per il secondo e nuovo processo, tant’è che ho provveduto a depositare i relativi atti per tutti coloro che risultavano già costituititi nel primo processo, in modo da allargare le possibilità risarcitorie anche per i nuovi reati contestati.

Nell’occasione ho altresì provveduto a costituirmi parte civile anche per i “nuovi”, ovverosia per coloro che mi avevano conferito mandato dopo la chiusura dei termini del primo processo.

Il Giudice ha rinviato pertanto entrambi i processi al 12.05.2018, al fine di valutare la possibilità di riunire i due procedimenti penali, concedendo alle difese degli imputati termine fino a siffatta udienza per sollevare eventuali eccezioni in merito alla nuove costituzioni di parte civile depositate nel secondo processo parallelo.

Durante l’udienza ho depositato e reiterato la richiesta di citazione di Banca Intesa San Paolo come responsabile civile, sulla scorta delle recenti e favorevoli pronunce civili ottenute a favore di molti Risparmiatori da me assistiti, decisioni che a tutt’oggi permettono di riassumere nei confronti di Banca Intesa le cause civili iniziate anzitempo contro Banca Popolare di Vicenza.

Seppur si tratta di pronunce civili che astrattamente estendono la possibilità di agire contro Intesa, ci si auspica che il GUP Dott. Venditti, rispetto ai precedenti dinieghi, ne tenga ora conto al fine di mutare il proprio precedente orientamento.

Si comunica infine che sabato 21.04.2018 era l’unica ed ultima possibilità di costituirsi parte civile nella fase dell’udienza preliminare del secondo procedimento, in quanto il Giudice – come fatto per il primo procedimento penale – ha già bloccato la possibilità di farlo per l’udienza preliminare.

Tuttavia, sarà possibile ancora farlo per entrambi i procedimenti pendenti contro gli ex vertici di Banca Popolare di Vicenza, confidando peraltro nella loro riunione in vista del dibattimento, solo e soltanto in detta occasione, ovverosia prima dell’apertura del dibattimento (fase successiva all’udienza preliminare che si sta svolgendo ora), ragion per cui invito tutti i Risparmiatori, che fino ad oggi non si sono ancora costituiti parte civile nel primo e nel secondo processo e che abbiano interesse a farlo (anche per tenersi aperta l’opportunità di poter ottenere un risarcimento dal responsabile civile Banca Popolare di Vicenza s.p.a. in Liquidazione Coatta Amministrativa o meglio da Banca Intesa se ne verrà autorizzata la chiamata in causa), a contattarmi il prima possibile per predisporre l’atto di costituzione di parte civile ed essere pronti a depositarlo per la prossima ed imminente fase del dibattimento, che rappresenta – lo si ripete – l’ultimo e definitivo termine entro il quale è possibile ancora costituirsi parte civile.

Cordiali saluti.

- Avv. Pietro Guidotto



INSINUAZIONE NELLO STATO PASSIVO DI BANCA POPOLARE DI VICENZA E DI VENETO BANCA

Cari Risparmiatori,

Vi comunico che in data 22 febbraio 2018 sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale i due decreti del MEF che hanno posto in Liquidazione Coatta Amministrativa rispettivamente Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, pertanto da tale data decorre il termine di 60 giorni di cui all’art. 86, comma 5° del T.U.B. per depositare le domande di insinuazione al passivo nelle suddette due procedure concorsuali.

Tanto premesso, invito tutti coloro che non lo abbiano già fatto a contattare urgentemente lo scrivente per consegnare la documentazione necessaria da presentare ai Commissari Liquidatori e predisporre le relative domande.

Le domande di insinuazione al passivo dovranno essere presentate entro e non oltre il giorno 23 aprile 2018.

La documentazione necessaria varia a seconda delle tipologie, come qui di seguito meglio specificato.

Orbene, le domande vanno suddivise in sei macro categorie:

  1. Azionisti a titolo di investimento e di risparmio;
  2. Azionisti obbligati all’acquisto delle azioni per ottenere mutui/finanziamenti;
  3. Azionisti finanziati per l’acquisto di azioni della banca (c.d. operazioni baciate);
  4. Azionisti finanziati per impedire la vendita delle azioni;
  5. Azionisti che hanno chiesto formalmente per iscritto e senza esito la vendita delle proprie azioni (c.d. vendite a scavalco);
  6. Obbligazionisti subordinati.

La documentazione comune a tutte le tipologie è la seguente:

  • Estratto dossier titoli alla data del 31.12.2015, ove viene riportato il valore medio delle azioni prima della svalutazione;
  • Estratto dossier titoli alla data del 31.12.2016, ove il valore delle azioni è pari ad € 0,10, o se disponibile l’estratto dossier titoli più recente del 30.06.2017, ove il valore delle azioni è pari a zero o addirittura “n/d, non disponibile”;
  • Questionario MIFID;

per la sola categoria sub 2) Azionisti obbligati all’acquisto per ottenere mutui/finanziamenti anche:

  • Copia del contratto di mutuo/finanziamento collegato all’acquisto delle azioni;
  • Documentazione attestante l’erogazione del mutuo/finanziamento completa di data ed accredito;
  • Distinta ove risulta l’acquisto contemporaneo delle azioni;

per la sola categoria sub 3) Azionisti finanziati per l’acquisto di azioni della banca (c.d. operazioni baciate) anche:

  • Copia del contratto di finanziamento azioni baciate;

per la sola categoria sub 4) Azionisti finanziati per impedire la vendita delle azioni anche:

  • Copia del contratto di finanziamento in luogo della vendita della azioni;

per la sola categoria sub 5) Azionisti che hanno chiesto formalmente per iscritto e senza esito la vendita delle proprie azioni (c.d. vendite a scavalco) anche:

  • Copia ordine formale di vendita;

per la sola categoria sub 6) Obbligazionisti subordinati anche:

  • Documentazione attestante la sottoscrizione della relative obbligazioni subordinate.

Le condizioni economiche riservate agli Associati dell’ASSOCIAZIONE SOCI BANCHE POPOLARI per la redazione e presentazione della domanda di insinuazione nel passivo della banca in liquidazione coatta amministrativa è pari ad € 100,00, già comprensivo di spese ed oneri di legge (CNPA ed IVA), da versarsi all’atto della firma dell’incarico alle seguenti coordinate IBAN: IT47 K053 3661 5640 0004 0413 177, nel conto corrente intestato all’Avv. Pietro Guidotto, indicando nella causale il nome del risparmiatore seguito da “contributo insinuazione passivo”.

Chiaramente le suddette condizioni sono riservate solo agli Associati, ragion per cui è necessario quantomeno iscriversi all’ASSOCIAZIONE SOCI BANCHE POPOLARI, il costo dell’iscrizione annua è di € 10,00, l’iscrizione può essere fatta anche tramite lo scrivente all’atto della firma dell’incarico oppure attraverso il sito Web (http://www.associazionesocibanchepopolari.it/), sul sito peraltro trovate tutti i servizi non solo legali, compresi nel tesseramento, cliccando alla voce “scheda iscrizione”.

Cordiali saluti.
Avv. Pietro Guidotto

Segretario Associazione Soci Banche Popolari




“Cari Associati, Vi informiamo che – oltre all’insinuazione al passivo nelle due Banche Venete in Liquidazione Coatta Amministrativa, la costituzione di parte civile nei processi penali paralleli contro gli ex vertici e dirigenti bancari, e la causa contro le società di revisione portate avanti dalla nostra Associazione con lo Studio Legale dell’Avv. Pietro Guidotto di Castelfranco Veneto (TV) –  è possibile presentare anche ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU). Trattasi di una procedura totalmente gratuita, per la quale è sufficiente aderire fornendo i propri dati personali. Per maggiori informazioni e dettagli, potete collegarVi al sito Internet http://www.ricorsocedu.it/ , dove troverete esplicate le modalità di adesione.

Si precisa che non essendo una procedura promossa dall’Associazione Soci Banche Popolari, quest’ultima declina ogni responsabilità sul buon esito di tale procedura di ristoro, limitandosi quindi solamente a fornire l’informazione ai propri Associati, in modo che ognuno valuti personalmente se aderirvi o meno, ben potendo rappresentare, nel caos creato dal crac della due banche venete, un’ulteriore porta aperta su eventuali ristori futuri”.



In vista del voto del 4 marzo, il Direttivo dell’Associazione ha deliberato di invitare tutti gli aderenti ad informarsi bene sugli impegni programmatici dei vari partiti, schieramenti e candidati in ordine alla soluzione che intendono dare nella nuova legislatura al problema riguardante il risarcimento dei danni che abbiamo subito dalle banche popolari venete.

In tal modo ciascun socio potrà fare – e far fare anche ad amici e conoscenti – una scelta che premi il partito, lo schieramento, il candidato che ha dimostrato, nel corso del dibattito che dura ormai da anni e che si è sviluppato in campagna elettorale, maggiore sensibilità per la questione che riguarda tutti noi.

Ovviamente non possiamo ignorare, fra le varie liste, la presenza di candidati che, essendo stati loro stessi danneggiati in quanto soci delle banche, hanno preso particolarmente a cuore la situazione.

Siamo convinti che questa attenzione manifestata nel tempo costituisca sicuramente la migliore garanzia di un’azione coerente a favore dei nostri interessi, calpestati da logiche ed azioni disoneste da parte degli amministratori delle banche grazie anche ad inadeguati controlli da parte degli organismi di vigilanza.

In attesa degli esiti delle elezioni, dell’azione del nuovo Parlamento e del prossimo Governo e dei procedimenti giudiziari in corso, dopo il 4 marzo continueremo ad informarvi sulle iniziative, consultando anche altre associazioni e magari facendo con loro man forte allo scopo di essere numerosi e forti nella rivendicazione dei nostri diritti.

Buon voto, dunque e cordiali saluti.





Caro associato,

ti comunichiamo che lo scorso 28 aprile è nata la associazione soci banche popolari.

La associazione promuoverà gli interessi dei soci delle banche popolari estendendo la sua azione oltre il Veneto ai soci di altre banche popolari in Italia.

Inoltre la associazione parteciperà al bando per ottenere i fondi previsti dalla Regione Veneto per sostenere le spese legali dei soci che intendano fare causa a Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza

Chi fosse interessato a ricevere il contributo regionale ce lo segnali via mail o contattandoci.

Per presentare la nuova associazione e i requisiti per ricevere il contributo regionale abbiamo organizzato una serata per il prossimo 11 maggio a Bassano del Grappa di cui alleghiamo la locandina.

Ti attendiamo alla prossima iniziativa fiduciosi di un tuo interesse.

Enzo Guidotto

presidente associazione soci banche popolari



Ingordo porcellino capitalista: I numeri da brivido di Veneto Banca e BPVicenza
http://francescocelotto.blogspot.it/2017/02/i-nume...




Esprimiamo le piu' vive condoglianze alla famiglia del socio della BPVi suicidatosi per aver perso i risparmi di una vita, investiti in azioni della Banca Popolare di Vicenza. 

La spia di una situazione insostenibile per i 205.000 azionisti delle Popolari Venete. Speriamo rimanga un caso isolato.

Il gravissimo episodio dimostra una volta di piu' come sia necessario l'intervento della politica per risolvere la situazione dei risparmiatori truffati e soprattutto una decisa svolta nelle indagini, arrivando in tempi brevissimi al rinvio a giudizio dei responsabili di questo tsunami finanziario che ha colpito il Veneto.

Come associazione dei piccoli e medi soci delle Popolari non tollereremo alcun rinvio e insabbiamento.

Chiediamo con forza al procuratore di Vicenza Cappelleri e a quello di Roma Pignatone di procedere con la massima urgenza. Serve fare giustizia rapidamente.

Notiamo come nonostante i nostri numerosi appelli e richieste la politica sia ad oggi ancora colpevolmente latitante e assente. Ribadiamo la nostra richiesta già presentata mesi fa di creare un pool di esperti finanziari presso le procure di Vicenza (responsabile delle indagini su Popolare di Vicenza) e Roma (responsabile delle indagini su Veneto Banca), che possano coadiuvare i magistrati nelle inchieste. Ad oggi non abbiamo risposte concrete. 

Senza rapide ed efficaci risposte non ci fermeremo e continueremo nella nostra battaglia affinchè venga fatta giustizia e condannati i colpevoli.

Francesco Celotto

Assopopolari Venete