Banca Popolare di Vicenza

aggiornamento 21 marzo 2019

Processo penale contro gli ex vertici di

BANCA POPOLARE DI VICENZA, Zonin & C.

Resoconto udienze tenutesi dal 24 gennaio al 21 marzo 2019

Nel corso delle udienze del 24, 29 e 31 gennaio, le difese degli imputati hanno sollevato numerose questioni concernenti le costituzioni di parte civile formalizzate sia nell’udienza preliminare che in quella dibattimentale del 1° dicembre 2018. I difensori delle parti civili hanno discusso dette questioni nelle udienze del 31 gennaio, 7, 8 e 12 febbraio.

All’udienza del 21 marzo 2019, il Tribunale di Vicenza, decidendo su tali questioni, ha ammesso la costituzione di parte civile dei soci risparmiatori per il solo reato di aggiotaggio, previsto dall’art. 2637 c.c., escludendo la possibilità di costituirsi anche per il reato di ostacolo alle funzioni di vigilanza, di cui all’art. 2638 c.c., ravvisando per tale ultimo reato la legittimazione a farlo esclusivamente a Banca d’Italia e Consob, quali Enti pubblici offesi dal reato di ostacolo.

Del resto, come evidenziato dal Collegio, nella situazione processuale delineata in questo processo dalla pubblica accusa, l’area del danno in cui i soci risparmiatori (azionisti ed obbligazionisti) si dolgono – anche a seguito delle condotte contestate come ostacolo alla vigilanza – coincide specularmente con l’area del danno azionata con riguardo alle contestazioni elevate con riferimento all’aggiotaggio ed al falso in prospetto. Con la conseguenza che, in caso di ammissione delle richieste di costituzione di parte civile anche per le fattispecie di ostacolo, si perverrebbe sostanzialmente ad una duplicazione di poste risarcitorie per le parti private. In buona sostanza, il danno economico patito dai soci risparmiatori a seguito dell’aggiotaggio è il medesimo provocato dall’ostacolo alla vigilanza, essendo stato l’ostacolo alla vigilanza strumentale all’aggiotaggio provocato.

Infine, per quanto concerne la legittimazione a costituirsi parte civile dei risparmiatori sottoscrittori di accordo transattivo con la Banca Popolare di Vicenza, il Collegio ha escluso definitivamente gli stessi dalla possibilità di farlo, precisando al riguardo che si trattava di transazione “tombale” volta a tacitare, nell’azionista, le pretese risarcitorie di qualsivoglia natura connesse al possesso di azioni BPVi, a prescindere dal fatto che le azioni fossero state calcolate o meno ai fini dell’indennizzo, in quanto la rinuncia all’azione comprendeva anche tale quota di azioni. Si legge infatti nell’ordinanza di esclusione: “gli aderenti alla transazione hanno, dunque, espresso una rinuncia piena e incondizionata a qualsiasi pretesa – ivi compresa quella risarcitoria connessa a fatti di reato – sia in sede penale sia in sede civile e sia nei confronti della Banca che dei suoi amministratori o dipendenti”.

Alla luce di quanto sopra, le parti civili costituite ed oggi ammesse sono in totale 8.277.

Orbene, all’udienza del 21 marzo, dopo la lettura dell’ordinanza di cui sopra e superate le questioni ed eccezioni di esclusione delle parti civili, si è aperta la discussione sulle altre questioni.

Per quanto riguarda i soci risparmiatori che assisto, ho reiterato al Tribunale collegiale la mia richiesta di chiamare in causa come Responsabile Civile Banca Intesa SanPaolo, in modo che in caso di condanna di Zonin e C., BANCA INTESA sia condannata a pagare in solido con gli imputati tutti i danni patiti dai Risparmiatori che rappresento.

 

In sintesi, il presupposto della chiamata in causa di Banca Intesa SanPaolo a risarcire gli azionisti/obbligazionisti va infatti ravvisata nell’art. 2560 c.c., norma che non viene affatto derogata dal D.L. 99/2017, e la quale prevede chiaramente che “nel trasferimento di un’azienda commerciale risponde dei debiti suddetti anche l’acquirente dell’azienda, se essi risultano dai libri contabili obbligatori”. Sul punto peraltro numerose e recenti pronunce (anche del Tribunale Civile di Vicenza) hanno statuito che: “l’art. 3 del D.L. n. 99 del 2017, che disciplina l’ambito della cessione di azienda definendone l’oggetto ed escludendo dal medesimo eventuali obblighi risarcitori, non prevede tuttavia alcuna espressa deroga all’art. 2560 comma 2 c.c., sicché quest’ultima norma continuerebbe a regolare i rapporti tra il cessionario ed i soggetti terzi, sommandosi ex lege alla responsabilità del cedente quella solidale del cessionario e determinandosi così la «strutturale dissociazione» tra l’oggetto del negozio di cessione come designato dall’accordo contrattuale ed il regime di responsabilità verso terzi”. Conseguentemente la limitazione di responsabilità per i debiti pregressi vale solo nei rapporti tra le parti del negozio (il contratto di cessione di azienda del 16.06.2017) e non già nei confronti dei terzi creditori, quali sono appunto i soci risparmiatori.

Come se ciò non bastasse, l’art. 2560, comma 2 c.c., configura un accollo ex lege tra cedente e cessionario per i debiti dell’azienda ceduta che non può essere impedito con un contratto privato, perché altrimenti sarebbe fin troppo facile costruire un’operazione (simulata o no) di compravendita in frode alle ragioni creditorie dei creditori della cedente. Del resto, non è certo pensabile che il legislatore, specie nell’ambito di un’operazione complessa e delicata su cui hanno sicuramente lavorato i migliori dirigenti e funzionari ministeriali e illustri studi legali per conto delle banche coinvolte, abbia dimenticato di escludere espressamente l’operatività dell’art. 2560 c.c.

Se la deroga non è stata inserita, è perché non era voluta, e valga come conferma il fatto che l’art. 3 del D.L. 99/2017 quando invece precisa che si deroga alla regola contraria posta dall’art. 58 del T.U.B. lo fa in maniera espressa nel testo della norma. Infine, quanto ai requisiti per l’operatività della responsabilità solidale ex art. 2560 c.c., si evidenzia che l’ultimo bilancio approvato da BPVi, prima del crac, prevedeva espressamente un accantonamento di oltre 290 milioni di euro a fronte di reclami e contenziosi su azioni BPVi, di talché Intesa SanPaolo, nell’acquisirla al costo simbolico di un euro, era ben conscia dei debiti risultanti dai libri contabili obbligatori, debiti dei quali dovrà essere tenuta al pagamento.

 

Vedremo cosa deciderà il Collegio: se verrà accolta la mia richiesta, i soci risparmiatori che rappresento potranno far valere nei confronti di INTESA SANPAOLO, in solido con gli imputati, il proprio credito risarcitorio connesso alla svalutazione e perdita di valore delle azioni/obbligazioni.

Cordiali saluti.

Avv. Pietro Guidotto


aggiornamento 15 dicembre 2018

Processo penale contro gli ex vertici di

BANCA POPOLARE DI VICENZA, Zonin & C.

Resoconto udienza del 15 dicembre 2018

Sabato 15 dicembre 2018 si è tenuta la seconda udienza dibattimentale avanti al Tribunale collegiale di Vicenza, nel corso della quale vi sono state numerose altre costituzioni di parte civile “tardive”, compresa quella della Regione Veneto, nonostante il Tribunale avesse già comunicato alla scorsa udienza del 1° dicembre 2018 che la possibilità di farlo era definitivamente chiusa.

Ed infatti dopo circa un’ora di camera di consiglio, il Tribunale ha rigettato tutte le ulteriori richieste di costituzione parte civile presentate all’udienza di sabato 15.12.2018, in quanto tardive e presentate oltre il termine massimo consentito, termine che infatti era già spirato con l’udienza del 1° dicembre scorso. Si ribadisce pertanto che: chi è dentro è dentro, chi è rimasto fuori e non si è costituito entro il 1° dicembre 2018, NON avrà più altre possibilità di inserirsi nel processo penale, e quindi NON avrà alcuna possibilità di chiedere un risarcimento danni a Zonin & C. per i reati perpetrati. Tra i grandi esclusi anche la Regione Veneto, che non potrà più chiedere alcun risarcimento danni agli imputati per i reati commessi.

Per il resto, con apposito decreto correttivo, il Tribunale ha corretto i numerosi errori materiali rilevati negli allegati al decreto disponente il rinvio a giudizio degli imputati dal GUP al Tribunale collegiale, comunicando il calendario delle prossime udienze che si terranno presso l’Aula bunker di Mestre-Venezia, sia per ragioni di spazio che di sicurezza. Sono state infatti già calendarizzate ben 39 udienze dal 24.01.2019 al 16.07.2019, circa due udienze a settimana, in quanto l’intenzione del Collegio è quella di arrivare a Sentenza il prima possibile, forse già prima dell’estate 2019.

I Soci/Risparmiatori costituiti parte civile possono quindi ben sperare di ottenere finalmente giustizia, e quindi una condanna risarcitoria a loro favore in tempi record, prima che lo spettro della prescrizione dei reati si faccia avanti.

La prossima udienza è quindi fissata per il giorno 24 gennaio 2019 ore 10.00 a Mestre, e sarà dedicata alle eccezioni degli imputati sulle costituzioni di parte civile ammesse al processo.

Vedremo cosa si “inventeranno” questa volta le difese di Zonin & C. per cercare di eliminare le richieste risarcitorie di circa 10.000 parti civili costituite.

Per quanto riguarda infine la mia richiesta al Tribunale collegiale di chiamare in causa come Responsabile Civile Banca Intesa San Paolo, Consob, Banca d’Italia e le plurime compagnie assicurative di Zonin e compagni, questa verrà trattata all’esito delle eccezioni degli imputati sulle costituzioni di parte civile, a grandi linee mi è stato comunicato per metà febbraio. Mi auspico che la stessa venga accolta, quantomeno quella contro Banca Intesa, in modo che in caso di condanna di Zonin e C., BANCA INTESA sia condannata a pagare in solido con gli imputati tutti i danni patiti dai Risparmiatori che rappresento.

Cordiali saluti.

Avv. Pietro Guidotto 


Guarda la notizia della seconda giornata del processo estratta da ReteVeneta TGVicenza 15.12.2018:

https://youtu.be/INbHyzprPAk


Avviso PROCESSO PENALE contro gli ex vertici di BANCA POPOLARE DI VICENZA, Zonin & C.

Riceviamo tuttora numerose richieste di Soci Risparmiatori che, dopo aver sentito le notizie riportate dai Telegiornali e da numerosi quotidiani, chiedono di costituirsi parte civile per la prossima udienza del 15.12.2018, malgrado il termine sia già scaduto il 1° dicembre 2018.

Orbene, si riporta qui di seguito il comunicato ufficiale del Tribunale collegiale di Vicenza (consultabile su http://www.tribunale.vicenza.giustizia.it/it ) che chiarisce che NON è più possibile costituirsi parte civile, né all'udienza prossima del 15.12.2018, né successivamente.

Ci dispiace per tutti coloro che non hanno potuto costituirsi entro l'udienza del 1° dicembre 2018, tuttavia il Tribunale di Vicenza ha chiuso definitivamente siffatta possibilità.


aggiornamento 1° dicembre 2018

Processo penale contro gli ex vertici di

BANCA POPOLARE DI VICENZA, Zonin & C.
Resoconto udienza del 1° dicembre 2018
Il 1° dicembre 2018 – a distanza di un anno dall’inizio dell’udienza preliminare avanti al GUP Dott. Roberto Venditti – si è tenuta la tanto attesa prima udienza dibattimentale avanti al Tribunale di Vicenza in composizione collegiale.
Il Collegio chiamato a giudicare Giovanni ZONIN – presidente della banca per ben 19 anni – ed altri cinque ex amministratori dell’istituto, Emanuele GIUSTINI, Paolo MARIN, Massimiliano PELLEGRINI, Andrea PIAZZETTA e Giuseppe ZIGLIOTTO, oltre alla stessa BANCA POPOLARE DI VICENZA s.p.a. in Liquidazione Coatta Amministrativa, accusati a vario titolo di aggiotaggio, ostacolo all’autorità di vigilanza e falso in prospetto informativo, è composto dal Presidente Dott. Lorenzo Miazzi e dai Giudici Dott.ssa Deborah De Stefano e Dott.ssa Elena Garbo.
All’udienza sono state di diritto ammesse tutte le parti civili, già precedentemente costituite ed ammesse avanti al Giudice per l’Udienza Preliminare (oltre 7.000 parti civili), nonché sono state acquisite nuove richieste di costituzione delle parti civili, circa altre 3.000. Per queste ultime il Tribunale collegiale deciderà nelle prossime udienze se ammetterle oppure no, a seguito delle eccezioni che le difese degli imputati si sono riservate di fare, disponendo già che da questo momento in avanti non è più consentito costituirsi parte civile, dichiarando definitivamente chiusa tale possibilità: chi è dentro è dentro, chi è rimasto fuori e non si è costituito entro il 1° dicembre 2018, NON avrà più altre possibilità di inserirsi nel processo penale, e quindi NON avrà alcuna possibilità di chiedere un risarcimento danni a Zonin & C. per i reati perpetrati.
Essendo emersi numerosi errori negli allegati al decreto disponente il rinvio a giudizio dei predetti imputati dal GUP al Tribunale collegiale, consistente in errori di battitura dei nominativi delle parti costituite, dei difensori, ecc. (si tratta infatti di un allegato lungo oltre 200 pagine contenente le numerose parti civili già costituite ed ammesse all’udienza preliminare), il Collegio giudicante ha rinviato al 15.12.2018, ad ore 10.00, per emanare un decreto correttivo al fine di poter poi agevolmente individuare correttamente le parti civili presenti al processo, evitando ulteriori problematiche di identificazione, giocoforza causate dalla mole delle parti presenti al processo (oltre 500 avvocati che rappresentano tra parti già costituite e nuove parti costituende circa 10.000 risparmiatori).
Inoltre, il Tribunale ha già anticipato che per questioni logistiche e di sicurezza, le prossime udienze del 2019 non si celebreranno presso il Tribunale di Vicenza (a Borgo Berga), bensì si terranno presso l’Aula bunker di Padova o di Mestre.
Infine, si comunica che l'Avv. Pietro Guidotto, che rappresenta numerosi nostri Associati, all’udienza ha depositato le costituzioni di parte civile per tutti i nuovi Associati che nei giorni scorsi si sono aggiunti, nonché ha depositato una cospicua memoria difensiva a vantaggio dei predetti contenente la richiesta al Tribunale collegiale di chiamare in causa come Responsabile Civile Banca Intesa San Paolo, Consob, Banca d’Italia e le plurime compagnie assicurative di Zonin e compagni, auspicando che il Collegio Giudicante assuma una decisione diversa e più favorevole rispetto al GUP, anche a fronte delle più recenti pronunce ottenute dai Tribunali civili del Triveneto in merito alla possibilità di proseguire i processi civili contro Banca Intesa, in modo che in caso di condanna di Zonin e C., BANCA INTESA sia condannata a pagare in solido con gli imputati tutti i danni patiti dai Risparmiatori rappresentati.


Guarda la notizia del processo estratta da TVAnotizie 01.12.2018:

https://youtu.be/V7HeIIqqRpo


Guarda la notizia del processo estratta da ReteVeneta TGVicenza 01.12.2018:

https://youtu.be/8XeDm3-mRis


Guarda il video del rinvio a giudizio di Zonin & C., estratto da TGVicenza 20.10.2018

https://www.youtube.com/embed/B5nwi9mWxaQ?autoplay=1&start=00&end=91

aggiornamento 20 ottobre 2018

Processo penale contro gli ex vertici di

BANCA POPOLARE DI VICENZA, Zonin & C.

Resoconto udienza del 20.10.2018

Buone notizie per i Soci/Risparmiatori di Banca Popolare di Vicenza, a meno di un anno dall’inizio del processo penale, il GUP del Tribunale di Vicenza, Dott. Roberto Venditti, ha concluso l’udienza preliminare disponendo e confermando il rinvio a giudizio di tutti gli imputati e per tutti i capi di imputazione.

Il processo proseguirà quindi il prossimo 01.12.2018 ad ore 10.00 per la fase del dibattimento, avanti ad altro Giudice del Tribunale di Vicenza. Alla sbarra ci sono per primo Giovanni ZONIN – presidente della banca per ben 19 anni – ed altri cinque ex amministratori dell’istituto, Emanuele GIUSTINI, Paolo MARIN, Massimiliano PELLEGRINI, Andrea PIAZZETTA e Giuseppe ZIGLIOTTO, oltre alla stessa BANCA POPOLARE DI VICENZA s.p.a. in Liquidazione Coatta Amministrativa, accusati a vario titolo di aggiotaggio, ostacolo all’autorità di vigilanza e falso in prospetto informativo.

Il procedimento parallelo invece contro l’altro imputato Samuele SORATO, stralciato dal filone principale, è ancora fermo alla fase dell’udienza preliminare ed è stato ulteriormente rinviato a dicembre a causa delle gravi condizioni di salute del predetto; con molta probabilità verrà riunito in dibattimento.

Tutte le parti civili già ammesse per la fase dell’udienza preliminare sono già state ammesse anche per la prossima fase del dibattimento.

Ora si entra nel vivo del processo: nel corso del dibattimento lo scrivente reitererà le richieste – rigettate purtroppo nella fase dell’udienza preliminare – di chiamare in causa come Responsabile Civile Banca Intesa San Paolo, Consob, Banca d’Italia e le plurime compagnie assicurative di Zonin e compagni, auspicando che il nuovo Giudice del dibattimento assuma una decisione diversa e più favorevole rispetto al GUP, anche a fronte delle più recenti pronunce da me ottenute dai Tribunali civili del Triveneto in merito alla possibilità di proseguire i processi civili contro Banca Intesa, in modo che in caso di condanna di Zonin e C., BANCA INTESA sia condannata a pagare in solido con gli imputati tutti i danni patiti dai Risparmiatori che rappresento.

Inoltre verranno formulate al nuovo Giudice del dibattimento anche le richieste di revocatorie di tutti quegli atti dispositivi patrimoniali posti in essere dagli imputati, Zonin per primo, che hanno fatto sì che gli stessi prima dell’inizio del presente processo si spogliassero a favore di parenti ed amici di tutto il loro patrimonio, in modo da avere in caso di condanna, una base molto più capiente su cui soddisfare le nostre richieste di risarcimento.

 

AVVISO PER COLORO CHE NON SI SONO ANCORA COSTITUITI PARTE CIVILE

A fronte della fissazione dell’udienza avanti al nuovo Giudice del dibattimento per il prossimo 1° dicembre 2018, comunico a coloro che fino ad oggi non si sono ancora costituiti parte civile, che questa è l’ultima e definitiva possibilità per farlo, ribadendo che una volta iniziato il dibattimento, non sarà più possibile farlo in futuro e solo chi sarà dentro al processo penale avrà titolo e possibilità di ottenere dal processo penale medesimo un risarcimento in caso di condanna degli imputati Zonin e altri.

Pertanto invito tutti i Risparmiatori che fino ad oggi non si sono ancora costituiti parte civile e che abbiano interesse a farlo (anche per tenersi aperta l’opportunità di poter agire poi contro Banca Intesa per ottenere un risarcimento e/o di poter ottenere un ristoro statale), a contattarmi urgentemente per predisporre l’atto di costituzione di parte civile per la prossima ed imminente fase di apertura del dibattimento (01.12.2018), che come detto e ripetuto rappresenta l’ultimo e definitivo termine entro il quale è possibile ancora costituirsi parte civile.

Ricordo che la documentazione necessaria per la costituzione di parte civile nel procedimento penale è la seguente:

        1) Estratto dossier titoli alla data del 31.12.2015, ove viene riportato il valore medio delle azioni prima della svalutazione;

        2) Estratto dossier titoli alla data del 31.12.2016, ove il valore delle azioni è pari ad € 0,10, o se disponibile l’estratto dossier titoli più recente del 31.12.2017 e/o del 30.06.2018, ove il valore delle azioni è pari a zero o addirittura “n/d, non disponibile”;

        3) Questionario MIFID.

 

Le condizioni economiche riservate agli Associati dell’ASSOCIAZIONE SOCI BANCHE POPOLARI per la costituzione di parte civile per la fase del dibattimento e la partecipazione a TUTTE le udienze successive sono le seguenti:

        a)   € 250,00 – già comprensivo di spese ed oneri di legge (CNPA ed IVA) – per la costituzione di parte civile in vista del dibattimento e la partecipazione a TUTTE le udienze di trattazione e discussione (comprendente esame e studio, trasferta, redazione memorie e note conclusive), da versarsi all’atto della firma dell’incarico alle seguenti coordinate IBAN: IT47 K053 3661 5640 0004 0413 177, nel conto corrente intestato all’Avv. Pietro Guidotto;

        b)   il 10% (dieci per cento) sulle somme effettivamente recuperate.

Chiaramente le suddette condizioni sono riservate solo agli Associati, ragion per cui è necessario quantomeno iscriversi all’ASSOCIAZIONE SOCI BANCHE POPOLARI, il costo dell’iscrizione annua è di € 10,00, l’iscrizione può essere fatta anche tramite lo scrivente all’atto della firma dell’incarico oppure attraverso il sito Web (http://www.associazionesocibanchepopolari.it/), sul sito peraltro trova tutte i servizi non solo legali, compresi nel tesseramento, cliccando alla voce “scheda iscrizione”.

Vi terrò come sempre aggiornati sugli ulteriori sviluppi.

Cordiali saluti.

- Avv. Pietro Guidotto, Segretario Associazione Soci Banche Popolari