Fondo Indennizzo Risparmiatori

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aggiornamento 16 giugno 2019

FONDO INDENNIZZO RISPARMIATORI

 Pubblicato finalmente martedì 11.06.2019 in Gazzetta Ufficiale il primo dei decreti attuativi necessari per rendere efficace ed operativo il Fondo Indennizzo Risparmiatori (FIR).

 

A CHI SPETTA L’INDENNIZZO

Hanno accesso al Fondo i risparmiatori, persone fisiche, imprenditori individuali, anche agricoli o coltivatori diretti, le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale e le microimprese che occupano meno di dieci persone e realizzano un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 2 milioni di euro, in possesso delle azioni e delle obbligazioni subordinate delle banche poste in liquidazione coatta amministrativa dopo il 16 novembre 2015 e prima del 1° gennaio 2018. Gli indennizzi spettano anche ai loro successori mortis causa o al coniuge, al convivente more uxorio, ai parenti entro il secondo grado, che hanno acquisito la titolarità degli strumenti finanziari delle banche in liquidazione dopo la data del provvedimento di messa in liquidazione e successivamente hanno continuato a detenere gli stessi strumenti finanziari.

 

MISURA DELL’INDENNIZZO

Per gli Azionisti l’indennizzo è pari al 30% del costo di acquisto, entro il limite massimo complessivo di 100.000 euro per ciascun risparmiatore

Per gli Obbligazionisti subordinati, invece, l’indennizzo è pari al 95% del costo di acquisto, entro il limite massimo complessivo di 100.000 euro per ciascun risparmiatore.

 

MODALITA’ DI ACCESSO

Gli aventi diritto possono presentare la domanda di indennizzo, completa di documentazione attestante i requisiti previsti, entro il termine di centottanta giorni decorrenti dalla data indicata da apposito decreto (ad oggi non ancora pubblicato), ad una Commissione Tecnica indipendente costituita presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze che valuterà le domande.

 

PROCEDURA DI RIMBORSO

Per il rimborso è prevista una procedura c.d. del DOPPIO BINARIO:

 1° binario) indennizzi DIRETTI ed automatici a coloro che hanno un reddito imponibile IRPEF 2018 non superiore ad € 35.000,00 o in alternativa un patrimonio mobiliare sempre riferito al 2018 non superiore ad € 100.000,00. (Per patrimonio mobiliare si intende la somma dei saldi di vari titoli, come ad esempio del conto corrente, bancario o postale, di titoli di stato ed obbligazioni; in buona sostanza il patrimonio mobiliare comprende tutti gli investimenti liquidi, in denaro, quindi conti correnti, depositi, azioni, titoli di stato, investimenti assicurativi, ecc.).

 2° binario) Per tutti gli altri, cioè per coloro che non rientrano nelle suddette categorie di reddito o di patrimonio mobiliare, è previsto un ARBITRATO c.d. “semplificato  al fine di dimostrare le violazioni massive del T.U.F. da parte delle banche poste in liquidazione coatta amministrativa che hanno causato un pregiudizio ingiusto ai risparmiatori, il c.d. “misselling”, ovverosia la dimostrazione di essere stato vittima di vendita fraudolenta, necessario presupposto per ottenere il ristoro statale.

Il succitato decreto attuativo stabilisce, in via esemplificativa, che rientrano tra le tipologie di violazioni le seguenti fattispecie:

“… (i) la vendita o il collocamento di azioni o altri strumenti finanziari, emessi da una banca ovvero da una società appartenente a un gruppo bancario, attraverso la rete di distribuzione della medesima banca o società del gruppo senza l’osservanza dei presidi informativi o valutativi idonei ad assicurare la consapevolezza e l’adeguatezza dell’acquirente rispetto al profilo di rischio dei suddetti strumenti finanziari;

(ii) la realizzazione delle suddette strategie di vendita o collocamento di cui al precedente punto (i) in connessione con uno o più dei seguenti elementi:

-       l’erogazione di finanziamenti o altre forme di credito, anche a soggetti diversi dall’acquirente o il sottoscrittore ma collegati con esso, da parte della medesima banca ovvero società del gruppo (le cc.dd. operazioni baciate), includendo anche i casi in cui il controvalore versato per le azioni e gli altri strumenti finanziari sia significativamente inferiore all’entità dei finanziamenti o delle altre forme di credito;

-       la carente informazione o profilatura della clientela, ad esempio tramite l’assegnazione ai clienti di un grado di rischio e di un orizzonte temporale di investimento incongruo rispetto all’età ovvero alla composizione del loro patrimonio immobiliare o mobiliare, in particolare qualora quest’ultimo risulti concentrato in misura pari o superiore al 50% in strumenti di capitale o altri strumenti finanziari della banca o del gruppo bancario, ovvero in misura pari o superiore al 30% nel caso di prestazione del servizio di gestione di portafogli da parte della banca emittente o di società del gruppo;

-       la variazione in aumento del profilo di rischio del cliente assegnato dalla banca contestualmente o in prossimità all’operazione di vendita o collocamento; operazioni di disinvestimento di strumenti finanziari non emessi dalla banca, presenti sul conto titoli presso la banca emittente o società del gruppo, in tempi di poco anteriori all’acquisto di strumenti di capitale o debito subordinato emessi dalla banca;

(iii) la produzione e pubblicazione o divulgazione da parte di una banca o di un gruppo bancario di dati fuorvianti per l’investitore in relazione alla situazione economica, patrimoniale o finanziaria della banca o del gruppo bancario, sia nel corso dell’ordinaria amministrazione sia in connessione con operazioni di aumento di capitale …”.

 

Con il decreto attuativo pubblicato l’ 11.06.2019, è stata quindi istituita la Commissione Tecnica competente per l’esame e l’ammissione delle domande di indennizzo del FIR.

Ora bisognerà attendere il prossimo decreto attuativo che determinerà la data di decorrenza del termine di 180 giorni per la presentazione delle domande di indennizzo, corredate da idonea documentazione.

 

Ricordo che hanno diritto al rimborso statale del 30% per gli azionisti (o del 95% per gli obbligazionisti subordinati) anche coloro che hanno già ottenuto un ristoro parziale: in tal caso il rimborso statale sarà al netto di quanto a suo tempo ricevuto da Banca Popolare di Vicenza e da Veneto Banca in relazione all’Offerta Pubblica di Transazione (OPT) sottoscritta nel periodo Aprile-Maggio 2017.

 

Nell’attesa che si aprano i termini (180 giorni) per presentare le domande di ristoro, chi non lo avesse già fatto, è invitato a contattare lo scrivente per la consegna della documentazione necessaria per ottenere il ristoro del 30% del costo di acquisto se si tratta di azioni, oppure del 95% in caso di obbligazioni, che ricordo essere la seguente:

•             Contratto di acquisto azioni/obbligazioni (se disponibile e già in possesso);

•             Estratto dossier titoli alla data del 31.12.2014;

•             Estratto dossier titoli alla data del 31.12.2015;

•             Estratto dossier titoli alla data del 31.12.2016;

•             Estratto dossier titoli alla data del 31.12.2017;

•             Estratto dossier titoli alla data del 31.12.2018 o eventualmente uno più recente;

•             Questionario MIFID;

•             Eventuale accordo transattivo a suo tempo sottoscritto con la Banca, intendo l’Offerta Pubblica di Transazione del 15% per Veneto Banca e dei 9 euro per azione per Banca Popolare di Vicenza (ricordo nuovamente che anche chi ha aderito alla transazione ha diritto di ottenere il rimborso statale, al netto di quanto già percepito dalla banca a seguito dell’accordo);

•            Documentazione attestante un reddito imponibile IRPEF 2018 inferiore ad € 35.000,00 (presentazione di 730 e/o Mod. Unico e/o CUD);   OPPURE IN ALTERNATIVA  Consistenza patrimonio mobiliare inferiore ad € 100.000,00, riferita all’anno 2018  (PER POTER RIENTRARE NEL c.d. 1° BINARIO ED AVERE ACCESSO ALL’INDENNIZZO AUTOMATICO E DIRETTO).

 

Nel tranquillizzare tutti gli Associati sul fatto che nei prossimi giorni ed entro il corrente mese verranno contattati dallo scrivente personalmente, sia per conferma della predisposizione della domanda di rimborso sia per richiedere l’eventuale documentazione mancante, avviso i non associati che fossero interessati ad usufruire dei servizi convenzionati di consulenza e redazione delle domande di rimborso ad iscriversi all’Associazione Soci Banche Popolari (http://www.associazionesocibanchepopolari.it/), nonché a contattare direttamente lo scrivente ai recapiti in calce.

Cordiali saluti.

Avv. Pietro Guidotto - Segretario Associazione Soci Banche Popolari

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Email: avv.guidotto@gmail.com - PEC: pietroguidotto@pec.ordineavvocatitreviso.it




aggiornamento 1° maggio 2019

FONDO INDENNIZZO RISPARMIATORI

Finalmente via libera al Fondo Indennizzo Risparmiatori.

Dopo le polemiche degli ultimi giorni, e le varie indiscrezioni di un possibile dietrofront del Governo, finalmente l’art. 36 del Decreto Crescita approvato in questi giorni dal Consiglio dei Ministri ha inserito importanti modifiche alla Legge di Bilancio 2019 contenente le norme istitutive del Fondo Indennizzo Risparmiatori, confermando la nuova procedura di rimborso c.d. del DOPPIO BINARIO:

 

1° binario) indennizzi DIRETTI ed automatici a coloro che hanno avuto un reddito imponibile 2018 non superiore ad € 35.000,00 o in alternativa un patrimonio mobiliare sempre riferito al 2018 non superiore ad € 100.000,00. (Per patrimonio mobiliare si intende la somma dei saldi di vari titoli, come ad esempio del conto corrente, bancario o postale, di titoli di stato ed obbligazioni; in buona sostanza il patrimonio mobiliare comprende tutti gli investimenti liquidi, in denaro, quindi conti correnti, depositi, azioni, titoli di stato, investimenti assicurativi, ecc.).

Si precisa che la soglia del patrimonio mobiliare potrebbe essere in futuro elevata fino ad € 200.000,00, solo a seguito di specifica approvazione da parte della Commissione Europea, ma per il momento, spiega il Ministro Tria, “è rimasta ferma la precedente proposta di un patrimonio mobiliare fino a 100.000 per evitare ritardi nei rimborsi e poter partire in tempi rapidi, senza riaprire una interlocuzione formale con la Commissione che porterebbe via altre settimane di tempo”.

 

2° binario) Per tutti gli altri, cioè per coloro che non rientrano nelle suddette categorie di reddito o di patrimonio mobiliare, è previsto un ARBITRATO c.d. “semplificato in relazione al quale, nel decreto attuativo che verrà a breve emanato, saranno previste, in via non tassativa ma solo esemplificativa, le violazioni massive della legge sia civile che penale, in presenza delle quali si dovrebbe ritenere già fornita la prova del “misselling”, ovverosia di essere vittima di vendita fraudolenta, necessario presupposto per ottenere il ristoro statale.

In buona sostanza, si legge nel testo del Decreto Crescita “con il medesimo decreto è istituita e disciplinata una Commissione tecnica per: l’esame e l’ammissione delle domande all’indennizzo del FIR; la verifica delle violazioni massive, nonché della sussistenza del nesso di causalità tra le medesime e il danno subito dai risparmiatori; l’erogazione dell’indennizzo da parte del FIR. Le suddette verifiche possono avvenire anche attraverso la preventiva tipizzazione delle violazioni massive e la corrispondente identificazione degli elementi oggettivi e/o soggettivi in presenza dei quali l’indennizzo può essere direttamente erogato”.

 

Si precisa che il Decreto Crescita, contenente le norme e le modifiche suddette, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ieri (GU Serie Generale n.100 del 30.04.2019) ed è entrato in vigore oggi 1° maggio 2019.

Tuttavia, affinché le norme ivi contenute divengano definitive, il Decreto Crescita, che è un decreto legge, nei prossimi 60 giorni dovrà essere convertito in legge nei due rami del Parlamento, dopodiché andrà emanato il tanto atteso decreto di attuazione da parte del MEF in coerenza alla nuova norma per dare piena operatività al Fondo Indennizzo Risparmiatori.

 

Nell’attesa che si completi il suddetto iter normativo, chi non lo avesse già fatto, è invitato a contattare lo scrivente per la consegna della documentazione necessaria per ottenere il ristoro del 30% del costo di acquisto se si tratta di azioni, oppure del 95% in caso di obbligazioni, che ricordo essere la seguente:

•             Contratto di acquisto azioni/obbligazioni (se disponibile e già in possesso);

•             Estratto dossier titoli alla data del 31.12.2014;

•             Estratto dossier titoli alla data del 31.12.2015;

•             Estratto dossier titoli alla data del 31.12.2016;

•             Estratto dossier titoli alla data del 31.12.2017;

•             Estratto dossier titoli alla data del 31.12.2018 o eventualmente uno più recente;

•             Questionario MIFID;

•             Eventuale accordo transattivo a suo tempo sottoscritto con la Banca, intendo l’Offerta Pubblica di Transazione del 15% per Veneto Banca e dei 9 euro per azione per Banca Popolare di Vicenza (ricordo infatti che anche chi ha aderito alla transazione ha diritto di ottenere il rimborso statale, al netto di quanto già percepito dalla banca a seguito dell’accordo);

•            Documentazione attestante un reddito imponibile 2018 inferiore ad € 35.000,00 (presentazione di 730 e/o Mod. Unico e/o CUD);   OPPURE IN ALTERNATIVA  Consistenza patrimonio mobiliare inferiore ad € 100.000,00, riferita all’anno 2018  (PER POTER RIENTRARE NEL c.d. 1° BINARIO ED AVERE ACCESSO ALL’INDENNIZZO AUTOMATICO E DIRETTO).

 

Ulteriori dettagli nel proseguo, cordiali saluti.
Avv. Pietro Guidotto, Segretario Associazione Soci Banche Popolari

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aggiornamento 13 aprile 2019


FONDO INDENNIZZO RISPARMIATORI

Cari Soci/Risparmiatori,

oggi sono con rammarico a rettificare quanto detto nella mia precedente comunicazione del 08.04.2019, viste le ultime sconfortanti notizie.

Il promesso decreto attuativo sui rimborsi resta ad oggi congelato a seguito della dichiarazione del Vicepremier Di Maio secondo cui “Senza accordo con i risparmiatori (sottinteso, tutti i risparmiatori) non si fa nulla”, unita alle dichiarazioni del Vicepremier Salvini: “Il dossier è pronto, servono i decreti attuativi. Valuteremo le norme quando tutte le associazioni dei risparmiatori saranno d’accordo”.

Pertanto il Consiglio dei Ministri – al contrario di quanto era stato preannunciato a Roma appena qualche giorno fa, durante l’incontro tra le associazioni dei risparmiatori con il Premier Conte, il Ministro dell’Economia Tria ed altri autorevoli componenti governativi – ha BLOCCATO la proposta del «doppio binario» sugli indennizzi, finché tutte le associazioni non saranno d’accordo. Su 19 associazioni presenti al tavolo di concertazione di lunedì 08.04 con il Governo, solo due associazioni  (Noi che credevamo nella Popolare di Vicenza e Coordinamento don Torta) hanno votato NO alla soluzione del doppio binario proposta dal Ministro Tria, soluzione che tra l’altro inseriva indennizzi DIRETTI ed AUTOMATICI a coloro che hanno avuto un reddito imponibile 2018 non superiore ad € 35.000,00 o un patrimonio mobiliare sempre riferito al 2018 non superiore ad € 100.000,00, evitando così a molti risparmiatori truffati dalle banche di dover ricorrere all’ARBITRATO per dimostrare il c.d. misselling (ovverosia di essere stati vittima di vendita fraudolenta).

Per il momento, quindi, l’incontro tra le associazioni dei risparmiatori, compresa la nostra, ed il Governo si conclude con un niente di fatto. Nessun Decreto attuativo, nessuna manovra, nulla di nulla.

L’Associazione Soci Banche Popolari si è già mossa, inviando molteplici solleciti e richieste di spiegazioni al Governo ed al MEF, finalizzate a risolvere subito la situazione, emanando quanto prima i famosi decreti attuativi necessari per rendere finalmente operativo il Fondo Indennizzo Risparmiatori (FIR), prima che le risorse si perdano e vengano destinate ad altro.

Auspicando che la situazione di possa sbloccare in breve tempo, per il momento l’unico requisito per avere accesso prioritario al Fondo, come indicato nella Legge di Bilancio 2019 pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30.12.2018, rimane la Scheda ISEE non superiore ad euro 35.000,00, dopo aver dimostrato di aver “… subito un PREGIUDIZIO INGIUSTO da parte di banche e loro controllate aventi sede legale in Italia, poste in liquidazione coatta amministrativa dopo il 16 novembre 2015 e prima del 1° gennaio 2018, in ragione delle violazioni massive degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza, buona fede oggettiva e trasparenza …”.

Tutte le altre proposte relative a “doppio binario” ed ad una sorta di “automatismo” nei rimborsi rimangono semplici “chiacchere” e promesse disattese.

Maggiori aggiornamenti nel proseguo.

Cordiali saluti.
Avv. Pietro Guidotto, Segretario Associazione Soci Banche Popolari

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aggiornamento 08 aprile 2019


FONDO INDENNIZZO RISPARMIATORI 

Oggi lunedì 08.04.2019 si è tenuto a Roma l’incontro tra le Associazioni dei Soci/Risparmiatori truffati dalle banche ed il Governo, presenti il Premier prof. avv. Giuseppe Conte, il Ministro dell’Economia e delle Finanze, prof. Giovanni Tria, il Ministro per i rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro, i sottosegretari Massimo Bitonci e Alessio Villarosa.

L’incontro era finalizzato a stabilire e concordare la normativa da emanare per dare finalmente attuazione al Fondo Indennizzo Risparmiatori (FIR), istituito con Legge di Bilancio 2019. Nell’occasione, il Premier ed il Ministro dell’Economia e delle Finanze hanno illustrato alle associazioni dei risparmiatori l’intesa raggiunta con la Commissione Europea, per evitare di cadere nella “trappola” degli aiuti di Stato, che esporrebbe i risparmiatori a dover restituire il ristoro eventualmente ricevuto a seguito della procedura d’infrazione da parte della UE.

La proposta di legge prevede una sorta di DOPPIO BINARIO: 1°) indennizzi DIRETTI ed automatici a coloro che hanno avuto un reddito imponibile 2018 non superiore ad € 35.000,00 o un patrimonio mobiliare sempre riferito al 2018 non superiore ad € 100.000,00. (Per patrimonio mobiliare si intende la somma dei saldi di vari titoli, come ad esempio del conto corrente, bancario o postale, di titoli di stato ed obbligazioni; in buona sostanza il patrimonio mobiliare comprende tutti gli investimenti liquidi, in denaro, quindi conti correnti, depositi, azioni, titoli di stato, investimenti assicurativi, ecc.).

2°) Per tutti gli altri, cioè per coloro che non rientrano nelle suddette categorie, è previsto un ARBITRATO c.d. “semplificato in relazione al quale, nel decreto attuativo che verrà a breve emanato, saranno previste, in via non tassativa ma solo esemplificativa, le violazioni massive, della legge sia civile che penale, in presenza delle quali si dovrebbe ritenere già fornita la prova del “misselling”, ovverosia di essere vittima di vendita fraudolenta, necessario presupposto per ottenere il ristoro statale.

Il Governo si è impegnato già nel Consiglio dei Ministri di domani 09.04.2019 o comunque entro la corrente settimana ad emanare le linee guida del tanto atteso decreto attuativo, che dovrebbe essere pubblicato conseguentemente dal MEF a firma del Ministro Tria.

Nell’attesa, auspicando che la situazione si sblocchi in tempi rapidi, chi non lo avesse già fatto, è invitato a contattare lo scrivente per la consegna della documentazione necessaria per ottenere il ristoro del 30% del valore di acquisto se si tratta di azioni, oppure del 95% in caso di obbligazioni, che ricordo essere la seguente:

•             Contratto di acquisto azioni/obbligazioni (se disponibile e già in possesso);

•             Estratto dossier titoli alla data del 31.12.2014;

•             Estratto dossier titoli alla data del 31.12.2015;

•             Estratto dossier titoli alla data del 31.12.2016, o se disponibile l’estratto dossier titoli più recente del 31.12.2017 e/o del 31.12.2018;

•             Questionario MIFID;

•             Eventuale accordo transattivo a suo tempo sottoscritto con la Banca, intendo l’Offerta Pubblica di Transazione del 15% per Veneto Banca e dei 9 euro per azione per Banca Popolare di Vicenza (ricordo infatti che anche chi ha aderito alla transazione ha diritto di ottenere il rimborso statale, al netto di quanto già percepito dalla banca a seguito dell’accordo);

•            Documentazione attestante un reddito imponibile 2018 inferiore ad € 35.000,00 (presentazione di 730 e/o Mod. Unico e/o CUD);

•            Consistenza patrimonio mobiliare inferiore ad € 100.000,00, riferita all’anno 2018;

•            Per scrupolo, Scheda ISEE riferita all’anno 2018.

Con particolare riferimento alla documentazione comprovante i requisiti reddituali (dichiarazione redditi, consistenza patrimonio mobiliare e/o scheda ISEE), si attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del relativo decreto attuativo per capire quale sia quella più opportuna da produrre per avere accesso prioritario ed immediato al ristoro.

Maggiori dettagli nel proseguo, cordiali saluti.
Avv. Pietro Guidotto, Segretario Associazione Soci Banche Popolari

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aggiornamento 21 marzo 2019

FONDO INDENNIZZO RISPARMIATORI (FIR)

Quanto al FONDO INDENNIZZO RISPARMIATORI, dopo le ultime vicissitudini tra Governo e Unione Europea, la questione sembra oramai definitivamente risolta, tant’è che siamo in trepida attesa che vengano emanati (finalmente) i relativi Decreti attuativi per l’istituzione della Commissione tecnica che dovrà giudicare le domande di ristoro e rendere così operativo il Fondo.

Ricordo che nel testo approvato nella Legge di Bilancio 2019 è previsto espressamente che il FONDO INDENNIZZO RISPARMIATORI eroga indennizzi a favore dei risparmiatori – come definiti al capoverso successivo – che hanno subìto un PREGIUDIZIO INGIUSTO da parte di banche e loro controllate aventi sede legale in Italia, poste in liquidazione coatta amministrativa dopo il 16 novembre 2015 e prima del 1° gennaio 2018, in ragione delle violazioni massive degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza, buona fede oggettiva e trasparenza, ai sensi del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58”.

“Hanno accesso alle prestazioni del FIR i risparmiatori, persone fisiche, imprenditori individuali, anche agricoli o coltivatori diretti, le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale, nonché le microimprese, come definite dalla raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, che occupano meno di dieci persone e realizzano un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 2 milioni di euro, in possesso delle azioni e delle obbligazioni subordinate delle banche alla data del provvedimento di messa in liquidazione, ovvero i loro successori e aventi causa”.

La misura dell’indennizzo per gli AZIONISTI è commisurata al 30% del costo di acquisto, entro il limite massimo complessivo di 100.000 euro per ciascun risparmiatore, al netto di eventuali rimborsi ricevuti a titolo di transazione con le banche, nonché di ogni altra forma di ristoro, rimborso o risarcimento”. Pertanto anche chi ha sottoscritto l’Offerta Pubblica di Transazione (OPT) con le banche, avrà diritto al rimborso del 30%, detratto ovviamente quanto ricevuto dalla transazione.

La misura dell’indennizzo per gli OBBLIGAZIONISTI SUBORDINATI è commisurata al 95% del costo di acquisto, entro il limite massimo complessivo di 100.000 euro per ciascun risparmiatore, al netto di eventuali rimborsi

ricevuti a titolo di transazione con le banche, nonché di ogni altra forma di ristoro, rimborso o risarcimento, nonché del differenziale cedole percepite rispetto a titoli di Stato di durata equivalente”.

Il FIR avrà una dotazione iniziale di 525 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021, per complessivi 1 miliardo e 575 milioni di euro, ed opererà entro limiti della dotazione finanziaria e fino a concorrenza delle risorse; i risparmiatori con un valore dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) inferiore a 35.000 euro nell’anno 2018 saranno soddisfatti con priorità a valere sulla dotazione del FIR.

E’ quindi necessario presentare apposita domanda/ricorso alla Commissione tecnica all’uopo istituita per l’esame e l’ammissione delle domande, nelle quali è necessario dimostrare di aver subito il PREGIUDIZIO INGIUSTO di cui sopra per avere accesso al rimborso statale.

Bisogna affrettarsi, in quanto – come detto – a breve verrà emanato il decreto attuativo del Fondo e vi sarà poco tempo per presentare la domanda/ricorso, soprattutto in considerazione del fatto che il Fondo di ristoro è destinato agli azionisti/obbligazionisti non solo delle due banche venete, bensì di tutte le banche poste in liquidazione coatta amministrativa nel periodo 17 novembre 2015 - 31 dicembre 2017, ovverosia delle seguenti: Veneto Banca, Banca Popolare di Vicenza (e le loro controllate quali Banca Apulia e Banca Nuova), Banca Etruria, Banca delle Marche, Carichieti, Cariferrara, Banca Padovana, BCC di Pelaco, BCC Etrusca Salernitana, BCC di Frascati, Banca Popolare delle Province Calabre, BCC Banca Brutia, BCC di Altavilla e Credito cooperativo Interprovinciale Veneto.

 

Nel ricordare agli Associati che non mi hanno ancora contattato, di farlo tempestivamente, Vi comunico che la documentazione necessaria per redigere la domanda di ristoro del 30% è la seguente:

 

•             Contratto di acquisto azioni/obbligazioni (se disponibile e già in possesso);

•             Estratto dossier titoli alla data del 31.12.2014;

•             Estratto dossier titoli alla data del 31.12.2015;

•             Estratto dossier titoli alla data del 31.12.2016, o se disponibile l’estratto dossier titoli più recente del 31.12.2017 e/o del 31.12.2018;

•             Questionario MIFID;

•             Eventuale accordo transattivo a suo tempo sottoscritto con la Banca (intendo l’Offerta Pubblica di Transazione del 15% per Veneto Banca e dei 9 euro per azione per Banca Popolare di Vicenza);

•             Scheda ISEE se inferiore ad € 35.000,00, riferita all’anno 2018, in modo da avere priorità sul rimborso (se è superiore non serve produrre nulla);

•             Per scrupolo, se inferiore ad € 35.000,00, anche l’ultima dichiarazione dei redditi (presentazione di 730 e/o Mod. Unico e/o CUD).


Cordiali saluti.

- Avv. Pietro Guidotto, Segretario Associazione Soci Banche Popolari

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aggiornamento 04 gennaio 2019

FONDO INDENNIZZO RISPARMIATORI (FIR)

Buone notizie per i Soci Risparmiatori azionisti/obbligazionisti truffati dalle Banche, il Fondo di Ristoro è finalmente Legge.

Come è noto, infatti, il 29 dicembre 2018 è stata approvata la Legge di Bilancio 2019 che contiene le norme istitutive del FONDO INDENNIZZO RISPARMIATORI (FIR).

La versione definitiva del FONDO INDENNIZZO RISPARMIATORI non prevede più la necessità di adire il Giudice o l’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF-Consob), bensì prevede l’istituzione di una apposita Commissione tecnica per l’esame e l’ammissione delle domande, commissione che verrà creata con apposito Decreto attuativo entro il 31.01.2019.

Nel testo approvato è previsto espressamente che il FONDO INDENNIZZO RISPARMIATORI eroga indennizzi a favore dei risparmiatori – come definiti al capoverso successivo – che hanno subìto un PREGIUDIZIO INGIUSTO da parte di banche e loro controllate aventi sede legale in Italia, poste in liquidazione coatta amministrativa dopo il 16 novembre 2015 e prima del 1° gennaio 2018, in ragione delle violazioni massive degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza, buona fede oggettiva e trasparenza, ai sensi del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58”.

“Hanno accesso alle prestazioni del FIR i risparmiatori, persone fisiche, imprenditori individuali, anche agricoli o coltivatori diretti, le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale, nonché le microimprese, come definite dalla raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, che occupano meno di dieci persone e realizzano un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 2 milioni di euro, in possesso delle azioni e delle obbligazioni subordinate delle banche alla data del provvedimento di messa in liquidazione, ovvero i loro successori e aventi causa”.

La misura dell’indennizzo per gli azionisti è commisurata al 30% del costo di acquisto, entro il limite massimo complessivo di 100.000 euro per ciascun risparmiatore, al netto di eventuali rimborsi ricevuti a titolo di transazione con le banche, nonché di ogni altra forma di ristoro, rimborso o risarcimento”. Pertanto anche chi ha sottoscritto l’Offerta Pubblica di Transazione (OPT) con le banche, avrà diritto al rimborso del 30%, detratto ovviamente quanto ricevuto dalla transazione.

La misura dell’indennizzo per gli obbligazionisti subordinati è commisurata al 95% del costo di acquisto, entro il limite massimo complessivo di 100.000 euro per ciascun risparmiatore, al netto di eventuali rimborsi ricevuti a titolo di transazione con le banche, nonché di ogni altra forma di ristoro, rimborso o risarcimento, nonché del differenziale cedole percepite rispetto a titoli di Stato di durata equivalente”.

Il FIR avrà una dotazione iniziale di 525 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021, per complessivi 1 miliardo e 575 milioni di euro, ed opererà entro limiti della dotazione finanziaria e fino a concorrenza delle risorse; i risparmiatori con un valore dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) inferiore a 35.000 euro nell’anno 2018 saranno soddisfatti con priorità a valere sulla dotazione del FIR.

Tanto premesso, nell’attesa che venga emanato entro il 31 gennaio 2019 il Decreto attuativo sopra citato, invito tutti i Soci Risparmiatori a contattarmi quanto prima per ottenere maggiori informazioni e raccogliere la documentazione necessaria per predisporre la domanda di indennizzo.

Ulteriori aggiornamenti su: http://www.associazionesocibanchepopolari.it/ 

Cordiali saluti.

- Avv. Pietro Guidotto, Segretario Associazione Soci Banche Popolari

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Email: avv.guidotto@gmail.com - PEC: pietroguidotto@pec.ordineavvocatitreviso.it





aggiornamento 15 dicembre 2018

FONDO DI RISTORO VITTIME DI REATI FINANZIARI 

Quanto al “Fondo di Ristoro Vittime di Reati Finanziari”, si rammenta che in questi giorni è in fase di approvazione definitiva la Legge di Bilancio che contiene appunto le relative norme di istituzione, di dotazione finanziaria e di funzionamento di siffatto Fondo.

In particolare, leggendo il disegno di legge in corso di approvazione risulta che viene istituito “nello stato di previsione del MEF, con una dotazione finanziaria iniziale di 525 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021, un Fondo di ristoro, per i risparmiatori che hanno subìto un danno ingiusto in relazione a specifiche operazioni di investimento.

Per DANNO INGIUSTO si intende quello RICONOSCIUTO con sentenza del giudice o con pronuncia dell’Arbitro per le controversie finanziarie (ACF), in ragione della violazione degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza previsti dal TUF nella prestazione dei servizi e delle attività di investimento relativi alla sottoscrizione e al collocamento di azioni emesse da banche aventi sede legale in Italia e poste in liquidazione coatta amministrativa dopo il 16 novembre 2015 e prima del 1° gennaio 2018. I casi più significativi, in termini di soggetti coinvolti, riguardano la Banca popolare di Vicenza e Veneto banca, di cui è stata decretata la liquidazione coatta amministrativa nel giugno 2017 (decreto legge n. 99 del 2017).

La definizione dei risparmiatori che possono accedere al fondo … si tratta di persone fisiche, imprenditori individuali, anche agricoli, nonché i coltivatori diretti che abbiano acquistato le azioni di banche definite dal comma 1. Oltre ai soggetti che hanno effettivamente investito nel capitale di banche poste in liquidazione nell'ultimo biennio, hanno parimenti accesso al fondo i loro successori mortis causa, nonché il coniuge, il convivente more uxorio, i parenti entro il secondo grado in possesso delle predette azioni, a seguito di trasferimento con atto tra vivi”.

Inoltre – prosegue il testo del disegno di legge – “Ulteriori condizioni per la gestione del Fondo prevedono che:

- la domanda all’autorità giudiziaria ordinaria o all’ACF debba essere presentata entro il 30 giugno 2019;

- la misura del ristoro erogato entro il limite massimo complessivo di 100.000 euro per ciascun risparmiatore, corrisponda al 30 per cento dell’importo onnicomprensivo riconosciuto o liquidato nelle sentenze o pronunce dell'autorità giudiziaria o dell'ACF, dedotti i dividendi percepiti;

- il ristoro non sia cumulabile con altre forme di indennizzo … ma resti impregiudicato il diritto dei risparmiatori di agire in giudizio per il risarcimento della parte di danno eccedente il ristoro;

- il Fondo operi entro i limiti della dotazione finanziaria e fino al suo esaurimento secondo il criterio cronologico della presentazione della domanda avanti l’autorità giudiziaria ordinaria o l’ACF e sia surrogato nei diritti del risparmiatore per l’importo corrisposto”.

Anche chi a suo tempo ha aderito all’Offerta Pubblica di Transazione (OPT), avrà diritto di accedere al Fondo di Ristoro, infatti è prevista “una disciplina specifica per quei risparmiatori che hanno aderito a iniziative transattive da banche poi poste in liquidazione e, dunque, oggetto del Fondo di ristoro in esame. Poiché il ristoro garantito dal Fondo potrebbe risultare anche significativamente superiore al corrispettivo incassato da coloro che hanno a suo tempo aderito ad offerte transattive, a tali risparmiatori si consente di proporre la domanda di risarcimento del danno nel rispetto dei limiti di 100.000 euro complessive e del 30 per cento dell'importo riconosciuto da sentenze dell'autorità giudiziaria o pronunce dell'ACF, dedotti gli importi già liquidati al risparmiatore in esecuzione della transazione.

I soggetti che presentano domanda al Fondo dopo aver aderito ad accordi transattivi sono postergati nell'erogazione del rimborso ai risparmiatori il cui danno ingiusto è stato riconosciuto con sentenza del giudice o con pronuncia dell’Arbitro per le controversie finanziarie (ACF), fatta eccezione per coloro per cui risulti un valore dell’ISEE inferiore a 35 mila euro nell’anno 2018”.

 

Quindi, riassumendo, si tratterà di un ristoro pari al 30% – con un tetto massimo di euro 100.000 – di quanto riconosciuto da un provvedimento giudiziale e/o arbitrale, ovverosia di quanto riconosciuto con sentenza del Giudice o con pronuncia dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF). Avranno accesso al Fondo sia gli azionisti che gli obbligazionisti subordinati, inoltre si darà la priorità, nella trattazione delle richieste di erogazione del ristoro, alle domande presentate dai risparmiatori che hanno un valore dell’ISEE non superiore ad € 35.000 nell’anno 2018, e potranno accedere anche coloro che avevano aderito alla transazione con la banca, in tal caso dal ristoro statale andrà dedotto quanto incassato in sede di transazione.

Il suddetto rimborso statale del 30% sarà solo un “acconto”, ben potendo ciascuno ottenere il restante 70% e/o altre somme dalla domanda di insinuazione al passivo delle banche venete il liquidazione coatta amministrativa, dalla costituzione di parte civile nei processi penali, dalle cause contro le società di revisione, dalle cause civili proseguite contro la cessionaria Banca Intesa, dalle azioni promosse individualmente per le c.d. “operazioni baciate”, ecc., non ci sono pertanto clausole tombali di “salva banche” o altro, o di rinuncia alle cause ed ai processi in corso.

 

Tanto premesso, invito tutti i Soci Risparmiatori, interessati a presentare la domanda di accesso al Fondo di Ristoro suddetto, a contattarmi per tempo per iniziare a predisporre il ricorso all’Arbitro per le controversie finanziarie (ACF), al fine di ottenere la pronuncia necessaria per poter avere poi accesso al suddetto Fondo di Ristoro, in quanto condizione indispensabile per ottenere il ristoro statale del 30% sarà la dimostrazione di aver subito un danno ingiusto “in ragione della violazione degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza previsti dal TUF nella prestazione dei servizi e delle attività di investimento”.

Cordiali saluti.

- Avv. Pietro Guidotto, Segretario Associazione Soci Banche Popolari

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S T U D I O L E G A L E

A V V . P I E T R O G U I D O T T O

Via Romanina n. 29 - 31033 Castelfranco Veneto (TV)

Tel. 0423.19.07.636 - Fax 0423.19.12.063

Cell. 345.65.89.770

Email: avv.guidotto@gmail.com - PEC: pietroguidotto@pec.ordineavvocatitreviso.it 


aggiornamento 1° dicembre 2018

FONDO DI RISTORO VITTIME DI REATI FINANZIARI
Quanto al “Fondo di Ristoro Vittime di Reati Finanziari”, dopo gli ultimi incontri avuti a Roma con i Sottosegretari del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), On. Massimo Bitonci (Lega Nord) e On. Matteo Alessio Villarosa (M5S), e gli ultimi emendamenti mandati e scambiati dalle associazioni (compresa l’ASSOCIAZIONE SOCI BANCHE POPOLARI, da me qui rappresentata), il testo della legge di ristoro è quasi definitivo e pronto per essere portato all’approvazione nella Legge Finanziaria di fine anno.
A grandi linee, come già più volte detto ed anticipato, secondo le intenzioni e le promesse dell’attuale Governo, si tratterà di un ristoro pari al 30% – con un tetto massimo di euro 100.000 – di quanto riconosciuto da un provvedimento giudiziale e/o arbitrale, ovverosia di quanto riconosciuto con sentenza del Giudice o con pronuncia dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF). Avranno accesso al Fondo sia gli azionisti che gli obbligazionisti subordinati, inoltre si darà la priorità, nella trattazione delle richieste di erogazione del ristoro, alle domande presentate dai risparmiatori che hanno un valore dell’ISEE non superiore ad € 35.000 nell’anno 2018, mentre la dotazione finanziaria iniziale del Fondo di Ristoro dovrebbe essere di circa 500 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021, ovverosia il famoso miliardo e mezzo di euro promesso dal Governo e messo a disposizione del MEF.
Il suddetto rimborso statale del 30% sarà solo un “acconto”, ben potendo ciascuno ottenere il restante 70% e/o altre somme dalla domanda di insinuazione al passivo delle banche venete il liquidazione coatta amministrativa, dalla costituzione di parte civile nei processi penali, dalle cause contro le società di revisione, dalle cause civili proseguite contro la cessionaria Banca Intesa, dalle azioni promosse individualmente per le c.d. “operazioni baciate”, ecc., non ci dovrebbero essere pertanto clausole tombali di “salva banche” o altro, o di rinuncia alle cause ed ai processi in corso.
Come più volte detto in precedenza, non escludo che la sentenza ottenuta a seguito della costituzione di parte civile nel processo penale pendente contro gli ex vertici di Banca Popolare di Vicenza (come peraltro quella del processo penale contro gli ex vertici di Veneto Banca che ripartirà prossimamente avanti al Tribunale di Treviso) possa costituire il provvedimento necessario, ovverosia il provvedimento indispensabile per presentare e richiedere il suddetto rimborso del 30%.
Seguiranno maggiori dettagli ed informazioni a tutti i nostri Associati, non appena la proposta di legge istitutiva del Fondo di Ristoro verrà approvata con Legge Finanziaria: solo in tal caso sarà possibile avere contezza di quali sono i requisiti necessari per accedere al ristoro promesso, e soprattutto di quale sia la documentazione necessaria da allegare alla domanda di ristoro.


aggiornamento 20 ottobre 2018

FONDO DI RISTORO VITTIME DI REATI FINANZIARI

Quanto al “Fondo di Ristoro Vittime di Reati Finanziari”, dopo gli ultimi incontri avuti a Roma con i Sottosegretari del Ministero dell’Economia e delle Finanze, On. Massimo Bitonci (Lega Nord) e On. Matteo Alessio Villarosa (M5S), a breve Vi daremo maggiori informazioni sulla documentazione e soprattutto sulla procedura da seguire per poter ottenere il rimborso statale, che precisiamo sarà solo un “acconto”, ben potendo ciascuno ottenere altre somme dalla domanda di insinuazione al passivo delle banche venete il liquidazione coatta ammnistrativa, dalla costituzione di parte civile nei processi penali, dalle cause contro le società di revisione, dalle cause civili proseguite contro la cessionaria Banca Intesa, dalle azioni promosse individualmente per le c.d. “operazioni baciate”, ecc.

A grandi linee, Vi anticipiamo già che, secondo le intenzioni e le promesse dell’attuale Governo, si tratterà di un ristoro pari al 30% – con un tetto massimo di euro 100.000 – di quanto riconosciuto da un provvedimento giudiziale e/o arbitrale, ovverosia di quanto riconosciuto da una sentenza e/o da un lodo (ancora non è chiaro davanti a quale Arbitro: se ACF-Consob o ABF o ANAC o altro), come peraltro già accaduto per coloro i quali avevano già presentato entro il 18.07.2017 (termine ultimo) un Ricorso all’Arbitro per Controversie Finanziarie (ACF-Giurì Consob).

Non si esclude che la sentenza ottenuta a seguito della costituzione di parte civile nel processo penale pendente contro gli ex vertici di Banca Popolare di Vicenza (come peraltro quella del processo penale contro gli ex vertici di Veneto Banca che ripartirà prossimamente avanti al Tribunale di Treviso) possa costituire il provvedimento necessario, ovverosia il provvedimento indispensabile per presentare e richiedere il suddetto rimborso del 30%.


Ad ogni modo per scrupolo, nell’incertezza e nell’attesa che il Governo comunichi formalmente i requisiti necessari per accedere al ristoro promesso (secondo quanto indicato nel Decreto Milleproroghe, il Governo non deciderà prima del 31.01.2019, in attesa di reperire i fondi necessari da approvare a fine anno con apposita Legge Finanziaria: si parla di circa 1,5 miliardi recuperati da c.d. conti dormienti), stante l’imminente scadenza del termine per potersi costituire parte civile nel processo penale contro BPVI (termine ultimo 01.12.2018), invitiamo chi non fosse ancora costituito parte civile a contattarci CON URGENZA per affrettarsi a farlo, per tenersi aperta una possibilità in più per usufruire un domani del ristoro statale promesso.


AVVISO A TUTTI GLI ASSOCIATI
Nei prossimi giorni verranno fornite personalmente a ciascun Associato, tramite comunicazione mail e/o per telefono, maggiori informazioni sulle modalità di presentazione della domanda di richiesta di rimborso al Fondo di Ristoro.