Fondo di Ristoro

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aggiornamento 15 dicembre 2018

FONDO DI RISTORO VITTIME DI REATI FINANZIARI 

Quanto al “Fondo di Ristoro Vittime di Reati Finanziari”, si rammenta che in questi giorni è in fase di approvazione definitiva la Legge di Bilancio che contiene appunto le relative norme di istituzione, di dotazione finanziaria e di funzionamento di siffatto Fondo.

In particolare, leggendo il disegno di legge in corso di approvazione risulta che viene istituito “nello stato di previsione del MEF, con una dotazione finanziaria iniziale di 525 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021, un Fondo di ristoro, per i risparmiatori che hanno subìto un danno ingiusto in relazione a specifiche operazioni di investimento.

Per DANNO INGIUSTO si intende quello RICONOSCIUTO con sentenza del giudice o con pronuncia dell’Arbitro per le controversie finanziarie (ACF), in ragione della violazione degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza previsti dal TUF nella prestazione dei servizi e delle attività di investimento relativi alla sottoscrizione e al collocamento di azioni emesse da banche aventi sede legale in Italia e poste in liquidazione coatta amministrativa dopo il 16 novembre 2015 e prima del 1° gennaio 2018. I casi più significativi, in termini di soggetti coinvolti, riguardano la Banca popolare di Vicenza e Veneto banca, di cui è stata decretata la liquidazione coatta amministrativa nel giugno 2017 (decreto legge n. 99 del 2017).

La definizione dei risparmiatori che possono accedere al fondo … si tratta di persone fisiche, imprenditori individuali, anche agricoli, nonché i coltivatori diretti che abbiano acquistato le azioni di banche definite dal comma 1. Oltre ai soggetti che hanno effettivamente investito nel capitale di banche poste in liquidazione nell'ultimo biennio, hanno parimenti accesso al fondo i loro successori mortis causa, nonché il coniuge, il convivente more uxorio, i parenti entro il secondo grado in possesso delle predette azioni, a seguito di trasferimento con atto tra vivi”.

Inoltre – prosegue il testo del disegno di legge – “Ulteriori condizioni per la gestione del Fondo prevedono che:

- la domanda all’autorità giudiziaria ordinaria o all’ACF debba essere presentata entro il 30 giugno 2019;

- la misura del ristoro erogato entro il limite massimo complessivo di 100.000 euro per ciascun risparmiatore, corrisponda al 30 per cento dell’importo onnicomprensivo riconosciuto o liquidato nelle sentenze o pronunce dell'autorità giudiziaria o dell'ACF, dedotti i dividendi percepiti;

- il ristoro non sia cumulabile con altre forme di indennizzo … ma resti impregiudicato il diritto dei risparmiatori di agire in giudizio per il risarcimento della parte di danno eccedente il ristoro;

- il Fondo operi entro i limiti della dotazione finanziaria e fino al suo esaurimento secondo il criterio cronologico della presentazione della domanda avanti l’autorità giudiziaria ordinaria o l’ACF e sia surrogato nei diritti del risparmiatore per l’importo corrisposto”.

Anche chi a suo tempo ha aderito all’Offerta Pubblica di Transazione (OPT), avrà diritto di accedere al Fondo di Ristoro, infatti è prevista “una disciplina specifica per quei risparmiatori che hanno aderito a iniziative transattive da banche poi poste in liquidazione e, dunque, oggetto del Fondo di ristoro in esame. Poiché il ristoro garantito dal Fondo potrebbe risultare anche significativamente superiore al corrispettivo incassato da coloro che hanno a suo tempo aderito ad offerte transattive, a tali risparmiatori si consente di proporre la domanda di risarcimento del danno nel rispetto dei limiti di 100.000 euro complessive e del 30 per cento dell'importo riconosciuto da sentenze dell'autorità giudiziaria o pronunce dell'ACF, dedotti gli importi già liquidati al risparmiatore in esecuzione della transazione.

I soggetti che presentano domanda al Fondo dopo aver aderito ad accordi transattivi sono postergati nell'erogazione del rimborso ai risparmiatori il cui danno ingiusto è stato riconosciuto con sentenza del giudice o con pronuncia dell’Arbitro per le controversie finanziarie (ACF), fatta eccezione per coloro per cui risulti un valore dell’ISEE inferiore a 35 mila euro nell’anno 2018”.

 

Quindi, riassumendo, si tratterà di un ristoro pari al 30% – con un tetto massimo di euro 100.000 – di quanto riconosciuto da un provvedimento giudiziale e/o arbitrale, ovverosia di quanto riconosciuto con sentenza del Giudice o con pronuncia dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF). Avranno accesso al Fondo sia gli azionisti che gli obbligazionisti subordinati, inoltre si darà la priorità, nella trattazione delle richieste di erogazione del ristoro, alle domande presentate dai risparmiatori che hanno un valore dell’ISEE non superiore ad € 35.000 nell’anno 2018, e potranno accedere anche coloro che avevano aderito alla transazione con la banca, in tal caso dal ristoro statale andrà dedotto quanto incassato in sede di transazione.

Il suddetto rimborso statale del 30% sarà solo un “acconto”, ben potendo ciascuno ottenere il restante 70% e/o altre somme dalla domanda di insinuazione al passivo delle banche venete il liquidazione coatta amministrativa, dalla costituzione di parte civile nei processi penali, dalle cause contro le società di revisione, dalle cause civili proseguite contro la cessionaria Banca Intesa, dalle azioni promosse individualmente per le c.d. “operazioni baciate”, ecc., non ci sono pertanto clausole tombali di “salva banche” o altro, o di rinuncia alle cause ed ai processi in corso.

 

Tanto premesso, invito tutti i Soci Risparmiatori, interessati a presentare la domanda di accesso al Fondo di Ristoro suddetto, a contattarmi per tempo per iniziare a predisporre il ricorso all’Arbitro per le controversie finanziarie (ACF), al fine di ottenere la pronuncia necessaria per poter avere poi accesso al suddetto Fondo di Ristoro, in quanto condizione indispensabile per ottenere il ristoro statale del 30% sarà la dimostrazione di aver subito un danno ingiusto “in ragione della violazione degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza previsti dal TUF nella prestazione dei servizi e delle attività di investimento”.

Cordiali saluti.

- Avv. Pietro Guidotto, Segretario Associazione Soci Banche Popolari

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aggiornamento 1° dicembre 2018

FONDO DI RISTORO VITTIME DI REATI FINANZIARI
Quanto al “Fondo di Ristoro Vittime di Reati Finanziari”, dopo gli ultimi incontri avuti a Roma con i Sottosegretari del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), On. Massimo Bitonci (Lega Nord) e On. Matteo Alessio Villarosa (M5S), e gli ultimi emendamenti mandati e scambiati dalle associazioni (compresa l’ASSOCIAZIONE SOCI BANCHE POPOLARI, da me qui rappresentata), il testo della legge di ristoro è quasi definitivo e pronto per essere portato all’approvazione nella Legge Finanziaria di fine anno.
A grandi linee, come già più volte detto ed anticipato, secondo le intenzioni e le promesse dell’attuale Governo, si tratterà di un ristoro pari al 30% – con un tetto massimo di euro 100.000 – di quanto riconosciuto da un provvedimento giudiziale e/o arbitrale, ovverosia di quanto riconosciuto con sentenza del Giudice o con pronuncia dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF). Avranno accesso al Fondo sia gli azionisti che gli obbligazionisti subordinati, inoltre si darà la priorità, nella trattazione delle richieste di erogazione del ristoro, alle domande presentate dai risparmiatori che hanno un valore dell’ISEE non superiore ad € 35.000 nell’anno 2018, mentre la dotazione finanziaria iniziale del Fondo di Ristoro dovrebbe essere di circa 500 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021, ovverosia il famoso miliardo e mezzo di euro promesso dal Governo e messo a disposizione del MEF.
Il suddetto rimborso statale del 30% sarà solo un “acconto”, ben potendo ciascuno ottenere il restante 70% e/o altre somme dalla domanda di insinuazione al passivo delle banche venete il liquidazione coatta amministrativa, dalla costituzione di parte civile nei processi penali, dalle cause contro le società di revisione, dalle cause civili proseguite contro la cessionaria Banca Intesa, dalle azioni promosse individualmente per le c.d. “operazioni baciate”, ecc., non ci dovrebbero essere pertanto clausole tombali di “salva banche” o altro, o di rinuncia alle cause ed ai processi in corso.
Come più volte detto in precedenza, non escludo che la sentenza ottenuta a seguito della costituzione di parte civile nel processo penale pendente contro gli ex vertici di Banca Popolare di Vicenza (come peraltro quella del processo penale contro gli ex vertici di Veneto Banca che ripartirà prossimamente avanti al Tribunale di Treviso) possa costituire il provvedimento necessario, ovverosia il provvedimento indispensabile per presentare e richiedere il suddetto rimborso del 30%.
Seguiranno maggiori dettagli ed informazioni a tutti i nostri Associati, non appena la proposta di legge istitutiva del Fondo di Ristoro verrà approvata con Legge Finanziaria: solo in tal caso sarà possibile avere contezza di quali sono i requisiti necessari per accedere al ristoro promesso, e soprattutto di quale sia la documentazione necessaria da allegare alla domanda di ristoro.


aggiornamento 20 ottobre 2018

FONDO DI RISTORO VITTIME DI REATI FINANZIARI

Quanto al “Fondo di Ristoro Vittime di Reati Finanziari”, dopo gli ultimi incontri avuti a Roma con i Sottosegretari del Ministero dell’Economia e delle Finanze, On. Massimo Bitonci (Lega Nord) e On. Matteo Alessio Villarosa (M5S), a breve Vi daremo maggiori informazioni sulla documentazione e soprattutto sulla procedura da seguire per poter ottenere il rimborso statale, che precisiamo sarà solo un “acconto”, ben potendo ciascuno ottenere altre somme dalla domanda di insinuazione al passivo delle banche venete il liquidazione coatta ammnistrativa, dalla costituzione di parte civile nei processi penali, dalle cause contro le società di revisione, dalle cause civili proseguite contro la cessionaria Banca Intesa, dalle azioni promosse individualmente per le c.d. “operazioni baciate”, ecc.

A grandi linee, Vi anticipiamo già che, secondo le intenzioni e le promesse dell’attuale Governo, si tratterà di un ristoro pari al 30% – con un tetto massimo di euro 100.000 – di quanto riconosciuto da un provvedimento giudiziale e/o arbitrale, ovverosia di quanto riconosciuto da una sentenza e/o da un lodo (ancora non è chiaro davanti a quale Arbitro: se ACF-Consob o ABF o ANAC o altro), come peraltro già accaduto per coloro i quali avevano già presentato entro il 18.07.2017 (termine ultimo) un Ricorso all’Arbitro per Controversie Finanziarie (ACF-Giurì Consob).

Non si esclude che la sentenza ottenuta a seguito della costituzione di parte civile nel processo penale pendente contro gli ex vertici di Banca Popolare di Vicenza (come peraltro quella del processo penale contro gli ex vertici di Veneto Banca che ripartirà prossimamente avanti al Tribunale di Treviso) possa costituire il provvedimento necessario, ovverosia il provvedimento indispensabile per presentare e richiedere il suddetto rimborso del 30%.


Ad ogni modo per scrupolo, nell’incertezza e nell’attesa che il Governo comunichi formalmente i requisiti necessari per accedere al ristoro promesso (secondo quanto indicato nel Decreto Milleproroghe, il Governo non deciderà prima del 31.01.2019, in attesa di reperire i fondi necessari da approvare a fine anno con apposita Legge Finanziaria: si parla di circa 1,5 miliardi recuperati da c.d. conti dormienti), stante l’imminente scadenza del termine per potersi costituire parte civile nel processo penale contro BPVI (termine ultimo 01.12.2018), invitiamo chi non fosse ancora costituito parte civile a contattarci CON URGENZA per affrettarsi a farlo, per tenersi aperta una possibilità in più per usufruire un domani del ristoro statale promesso.


AVVISO A TUTTI GLI ASSOCIATI
Nei prossimi giorni verranno fornite personalmente a ciascun Associato, tramite comunicazione mail e/o per telefono, maggiori informazioni sulle modalità di presentazione della domanda di richiesta di rimborso al Fondo di Ristoro.