A difesa dei Soci delle Banche Popolari


aggiornamento del 18 agosto 2020


18 GIUGNO 2020: scaduto il termine

per la presentazione delle domande al FIR

Il 18 giugno 2020 si sono definitivamente chiusi i termini per la presentazione della domanda al Fondo Indennizzo Risparmiatori (F.I.R.), con un totale di 144.245 domande di rimborso presentate, di cui 98.385 trasmesse da azionisti ed obbligazionisti di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca.

Il Fondo, introdotto dalla Legge di Bilancio 2019 (Legge n. 145/2018) avrà una dotazione di 1,575 miliardi di euro, suddivisa in 525 milioni per ciascuno degli anni 2019 - 2020 – 2021, per indennizzare gli ex risparmiatori di Veneto Banca (con la controllata Bancapulia), Banca Popolare di Vicenza (con Banca Nuova), Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti, Cariferrara, Bcc Crediveneto, Bcc Padovana ed altri piccoli istituti bancari.

Al fine di esaminare le domande presentate e predisporre i rimborsi, così come stabilito dalla predetta legge di Bilancio 2019, è stata istituita una Commissione tecnica presso Consap S.p.A. composta da nove componenti con requisiti di competenza, indipendenza, onorabilità e probità che hanno il compito di disporre l’acquisizione di informazioni e documenti necessari per verificare la sussistenza dei requisiti dei richiedenti nonché delle violazioni massive del Testo Unico della Finanza che hanno causato un pregiudizio ingiusto, anche acquisendo d’ufficio la necessaria documentazione bancaria, amministrativa o giudiziale.

Sarà inoltre compito della Commissione determinare la misura dell’indennizzo, i criteri per la redazione dei piani di riparto e disporre il pagamento nel rispetto dei limiti di spesa della dotazione del Fondo, fino al suo esaurimento.

Entro sessanta giorni dalla scadenza del 18.06.2020 si prevede dovrà essere esaminato il primo migliaio di pratiche. L’attenzione sarà ovviamente rivolta inizialmente a quelle pratiche inviate dai risparmiatori con redditi più bassi e che dunque rientrano in quei parametri fissati dal cosiddetto “primo binario” (reddito IRPEF 2018 inferiore a 35.000,00 € o patrimonio mobiliare inferiore a 100.000,00 €). Questi, come recita la normativa che detta le regole per l’accesso al Fondo Indennizzo Risparmiatori, “hanno diritto a una procedura semplificata e prioritaria”, così come, nell’erogazione degli indennizzi, “è data precedenza ai pagamenti di importo inferiore a 50.000,00 euro”.

Successivamente verranno esaminate le domande rientranti nel cosiddetto “secondo binario” e, come detto sopra, spetterà alla Commissione valutare l’effettivo danno subito dalla cattiva gestione bancaria.

I pagamenti degli indennizzi avverranno mediante bonifico al conto corrente bancario o postale intestato agli aventi diritto ed indicato al momento della presentazione della domanda.

Ciononostante, a distanza ormai di 2 mesi dalla chiusura dei termini, purtroppo non è stato ancora pubblicato il primo piano di riparto, né sono state rese note le tempistiche di pagamento, né vi sono notizie sulle somme fino ad oggi accantonate dal Fondo. I tempi, purtroppo, non saranno brevissimi e si calcola che i primi pagamenti saranno erogati verso la fine del 2020 (più probabile dalla Primavera/Estate 2021 in avanti) anche se, a seguito dell’emergenza sanitaria appena passata, il Decreto Cura Italia (D.L. n. 18/2020) all’articolo 50 ha previsto la modifica del testo della Legge di Bilancio 2019, nello specifico all’ art. 1, commi 496 e 497, relativi rispettivamente agli indennizzi agli azionisti e agli obbligazionisti subordinati, prevedendo un parziale anticipo delle somme. Questo significa che agli azionisti ed agli obbligazionisti, in attesa della predisposizione del piano di riparto definitivo e quindi del totale rimborso del 30% del valore delle azioni “perdute” e del 95% del valore delle obbligazioni “perdute”, potrebbero in tempi più celeri ricevere un iniziale rimborso del 40% del dovuto (calcolato, appunto, sul totale 30% o 95%), da considerarsi però solamente come “anticipo” (speriamo!!!) sulla somma totale che verrà poi corrisposta successivamente in tempi presumibilmente più lunghi.

Comunque, non preoccupatevi, come sempre mano a mano che verranno prese in carico le singole domande presentate per il tramite dell’Associazione Soci Banche Popolare, ogni singolo Associato riceverà apposita comunicazione di aggiornamento della propria domanda di rimborso. Vi invito pertanto a rinnovare l’iscrizione all’Associazione anche per l'Anno 2020, qualora non l’abbiate già fatto, cliccando alla voce SCHEDA ISCRIZIONE, in modo da essere costantemente aggiornati sull’evoluzione dei rimborsi.


Slittamento prima udienza preliminare

dal 16 maggio 2020 al 24 ottobre 2020:

c'è quindi ancora tempo per ottenere il risarcimento dei danni causati dalla svalutazione delle azioni VENETO BANCA


Al via il processo penale contro CONSOLI Vincenzo

per azionisti ed obbligazionisti di VENETO BANCA

Gentile Socio/Risparmiatore,

è finalmente arrivato anche il processo penale contro Vincenzo CONSOLI, ex Amministratore Delegato di VENETO BANCA, imputato dei reati di ostacolo all’esercizio delle autorità pubbliche di vigilanza, aggiotaggio bancario e falso in prospetto.

L’udienza inizalmente fissata avanti al Giudice dell’Udienza Preliminare (GUP) del Tribunale di Treviso per il giorno 16 maggio 2020, è stata posticipata al prossimo 24 ottobre 2020, alle ore 10.00.

Gli Azionisti e gli Obbligazionisti di Veneto Banca hanno la possibilità di agire per ottenere il risarcimento del danno, pertanto in nome dell’Associazione Soci Banche Popolari e di tutti gli Associati che singolarmente vorranno aderire, lo scrivente depositerà la costituzione di parte civile nel suddetto procedimento penale, al fine di ottenere il risarcimento del danno patrimoniale (in misura pari alla perdita economica subita a seguito della diminuzione di valore dei titoli) ed – in aggiunta – del danno morale, che mediamente viene quantificato in una somma ulteriore pari al 30% della perdita subita, con un minimo di € 10.000,00 (salvo valutazioni da compiere caso per caso).

Come è noto, la legge riconosce a tutti coloro che sono stati danneggiati da un reato il diritto di costituirsi parte civile nel processo penale per ottenere il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale (danno morale).

In questo caso, in base ai capi di imputazione, sono stati commessi degli illeciti nella gestione di Veneto Banca stessa da parte dell’ex Amministratore Delegato, e tale condotta ha evidentemente danneggiato gli Azionisti e gli Obbligazionisti, i quali possono pertanto formulare richiesta di risarcimento dei danni subiti.

Esistono buone probabilità di successo ???

Il Tribunale di Treviso, per garantire i risarcimenti, ha già disposto il sequestro di 45 milioni di euro nei confronti dell’ex Amministratore Delegato di Veneto Banca, Vincenzo CONSOLI.

Oltre alla responsabilità dell’imputato CONSOLI, secondo alcune recenti decisioni giurisprudenziali, anche INTESA SANPAOLO (acquirente di Veneto Banca) potrebbe essere chiamata al risarcimento dei danni, quale responsabile civile. Pertanto, lo scrivente a favore dei propri assistiti chiederà al GUP di estendere la richiesta risarcitoria anche ad INTESA SAN PAOLO, in modo che INTESA sia condannata a pagare il risarcimento unitamente a CONSOLI, in caso di condanna penale di quest’ultimo.

Non solo. Analoga richiesta al GUP verrà fatta anche nei confronti di Banca d’Italia e CONSOB, colpevoli di non aver adeguatamente vigilato sull’operato di Veneto Banca e dell’ex Amministratore Delegato.

Ma vi è di più. Ulteriore richiesta risarcitoria verrà indirizzata alla società di revisione PricewaterhouseCoopers, in breve PwC, che per anni ha certificato i bilanci ed i prospetti informativi di Veneto Banca, rivelatesi poi falsi e contenenti dati fuorvianti e contraffatti, colpevole pertanto di aver “certificato” una presunta solidità della banca per convincere i risparmiatori ad acquistare le azioni e le obbligazioni.

Vi sono quindi tutti i presupposti per intraprendere l’azione legale con buone prospettive di successo. D’altro canto, l’inerzia non conduce a nessun risultato positivo, laddove l’alternativa all’azione sarebbe rinunciare definitivamente a quest’unica possibilità.

Del resto, considerato che il Fondo Indennizzo Risparmiatori (FIR) prevede – come è noto – la possibilità di ottenere un indennizzo del 30% del costo di acquisto delle azioni e del 95% delle obbligazioni subordinate (entro il limite massimo di € 100.000) e quindi di ottenere un indennizzo parziale, nulla vieta ai Risparmiatori truffati di agire anche in altre sedi per cercare di ottenere e recuperare la restante parte della perdita e del danno patiti. La Legge istitutiva del FIR prevede espressamente, infatti, la possibilità di intraprendere altre iniziative per il risarcimento del danno: la costituzione di parte civile è quindi un’iniziativa pienamente compatibile con il FIR e conforme alle finalità della Legge istitutiva del Fondo.

 

Le condizioni economiche riservate agli Associati dell’ASSOCIAZIONE SOCI BANCHE POPOLARI per la costituzione di parte civile nel procedimento penale contro CONSOLI e la partecipazione a TUTTE le udienze successive sono le seguenti:

a)          € 250,00 – già comprensivo di spese ed oneri di legge (CNPA ed IVA) – per la costituzione di parte civile e la partecipazione a TUTTE le udienze di trattazione e discussione (comprendente esame e studio, trasferta, redazione memorie e note conclusive), da versarsi all’atto della firma dell’incarico alle seguenti coordinate IBAN: IT47 K053 3661 5640 0004 0413 177, nel conto corrente intestato all’Avv. Pietro Guidotto, indicando nella causale il nome del risparmiatore seguito da “costituzione parte civile processo Consoli VB”;

b)          il 10% (dieci per cento) sulle somme effettivamente recuperate (nel caso in cui nulla sia ottenuto all’esito del procedimento penale, nulla sarà dovuto oltre alla quota iniziale).

Chiaramente le suddette condizioni sono riservate solo agli Associati, ragion per cui è necessario essere in regola con l’iscrizione all’ASSOCIAZIONE SOCI BANCHE POPOLARI per l’anno 2020, il costo minimo dell’iscrizione è di € 10,00, l’iscrizione può essere fatta anche tramite lo scrivente all’atto della firma dell’incarico oppure attraverso il sito Web (http://www.associazionesocibanchepopolari.it/), sul sito peraltro trovate tutte le informazioni ed i servizi non solo legali, compresi nel tesseramento, cliccando alla voce “scheda iscrizione”.

Un piccolo contributo per tenersi aperta una grande possibilità di recuperare il maltolto.

 Chi fosse interessato ad aderire alla suddetta iniziativa legale e quindi a costituirsi parte civile nel procedimento penale sopra citato, è pregato di contattare con sollecitudine lo scrivente, inviando entro e non oltre il giorno mercoledì 30 settembre 2020 i seguenti documenti debitamente compilati e firmati:

1)     procura speciale rilasciata allo scrivente (all.1);

2)     preventivo/conferimento incarico contenente le condizioni economiche, corredato da copia della carta di identità (all.2).

Tali documenti dovranno essere inviati IN ORIGINALE a mezzo posta o consegnati personalmente allo Studio Legale (sito in Via Romanina n. 29, 31033 Castelfranco Veneto – TV), anticipandoli cortesemente via mail per questioni organizzative unitamente alla distinta di avvenuto bonifico del contributo di € 250,00.

Ci si riserva di chiedere ulteriore documentazione, soprattutto per coloro che non hanno già in essere pratiche con lo scrivente.

Cordiali saluti.

- Avv. Pietro Guidotto - Segretario Associazione Soci Banche Popolari

Clicca i link sottostanti per scaricare gli allegati

1 -procura speciale per la costituzione di parte civile nel processo penale

https://mega.nz/file/gElyWCDa#ET037hvVBzdrj9ArKxOY9soPV6s0RgEG3Lq_I0vuId0

2 -preventivo/conferimento incarico professionale per costituzione parte civile nel processo penale

https://mega.nz/file/QBsm1AIZ#hExhHMGtLt5METM2IagS4GRDEKyqtg08AYylkWXxFQ4


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L'Associazione Soci Banche Popolari, nata nell'Aprile 2017 dall'unione tra Assopopolarivenete (fondata a Bassano del Grappa agli inizi del 2015) e Comitato Nazionale Soci Banca Popolare Vicenza, ha lo scopo di rappresentare e tutelare gli interessi dei soci e risparmiatori delle Banche Popolari con particolare riferimento a quelli piccoli e medi.

L'Associazione promuove tutte le attività informative, legali e legislative, mantenendo un costante rapporto con le Istituzioni a ciò preposte.

L'Associazione si avvale della consulenza di un team di  esperti  in  materia bancaria, finanziaria e  giuridica.

Negli ultimi tempi, a seguito del noto crac che ha coinvolto le due banche venete (Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca), l'Associazione ha organizzato numerose iniziative ed incontri, finalizzati alla tutela dei propri Associati, che le hanno oggi permesso di essere una tra le varie associazioni chiamate a sedersi al tavolo di trattativa e confronto con il Governo attuale, in vista dell'istituzione del "Fondo di Ristoro Vittime di Reati Finanziari".

Nel corso della sua lunga attività, l'Associazione tramite i propri esponenti e legali ha partecipato attivamente a numerose iniziative istituzionali (quali "Commissione Parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario", "Commissione speciale del Consiglio regionale del Veneto d'inchiesta sulle banche venete" e da ultimo siede al Tavolo di trattativa organizzato dal Ministero dell’Economia e della Finanza su convocazione dei sottosegretari on. Bitonci ed on. Villarosa, per l'istituzione del Fondo di Ristoro), che le hanno permesso di essere in prima fila e di essere da sempre considerata un punto di riferimento per i soci e risparmiatori, truffati dalle banche.

Grazie inoltre alle numerose azioni giudiziarie intraprese e tuttora in corso, l'Associazione  vanta molteplici risultati ottenuti a favore dei propri iscritti: dai lodi favorevoli ottenuti in sede di Giurì Consob (Arbitro per le Controversie Finanziarie, ACF), dall'ammissione delle costituzioni di parte civile nei procedimenti penali contro gli ex vertici dell'una e dell'altra banca, alle sentenze positive ottenute in numerosi Tribunali del triveneto, che in molti casi hanno permesso di riassumere e proseguire nei confronti di Banca Intesa Sanpaolo le cause civili, originariamente iniziate contro le banche venete andate in liquidazione coatta amministrativa.


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